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Referente di Psymedisport Group:
Dott.ssa Marina Gerin Birsa

Docente di psicologia della devianza e dei comportamenti a rischio nello sport , corso di laurea di Psicologia dell'educazione indirizzo sportivo, Universita' Salesiana di Mestre (VE)
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© copyright 2003-2013, Psymedisport |
MI PREPARO E VINCO
Marco Riccò
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L’idea di questo libro nasce ormai qualche anno fa quando per la prima volta ho sentito parlare di Mental Coaching. Nell’occasione mi trovavo di fronte alla tv e stavo guardando una trasmissione di calcio in un circuito privato. Il presentatore stava parlando di Preparazione Mentale nel calcio e di due campioni in particolare che si stavano preparando mentalmente con il loro Mental Coach. Questi atleti in quel periodo erano sotto gli occhi incuriositi del calcio internazionale, grazie alle loro giocate straordinarie che in ogni gara facevano rimanere a bocca aperta tanti degli addetti ai lavori. Uno di loro, Beppe Signori, pluricapocannoniere nel campionato italiano di seria A, era quasi a fine carriera e stava recuperando da un serio infortunio. In quel periodo la carriera Signori era messa a serio rischio dai problemi ginocchio. Immaginati quale stato d’animo avesse avuto Beppe e come questo lo avesse potuto turbare. L’altro Campione invece, aveva iniziato da poco la sua carriera calcistica, era nel suo momento di gloria, aveva il mondo del calcio ai suoi piedi e le sue giocate infiammavano l’Europa e l’Italia intera. Sto parlando di Alessandro Del Piero. (Sorpreso vero? Anche io rimasi sorpreso. Alex si è un talento naturale, ma tante delle sue giocate le ha allenate anche con il suo Preparatore Mentale).
Quindi, due calciatori con due storie completamente differenti, eppure entrambi si allenavano con Metal Coach e soprattutto stavano ottenendo risultati strabilianti. La cosa mi ha affascinato fin da subito: Che cosa li spingeva a allenarsi mentalmente visto che erano già dei talenti fenomenali?
Da quel giorno mi sono immaginato come un Mental Coach possa lavorare con gli sportivi. L’allenamento Mentale è parte integrante dell’allenamento tecnico/tattico e atletico. Il Preparatore Mentale può lavorare con qualunque situazione personale e di squadra. Non ci sono dei riferimenti precisi. L’unico riferimento è lo sportivo e la squadra con la migliore o la peggiore situazione personale e professionale. Il Mental Coach lavora con sportivi che stanno bene per prepararli a stare ancora meglio. Questo è quello che è successo a Signori, Del Piero e ogni giorno succede con tanti altri sportivi come ad esempio Borini, Ranocchia, Bonucci, Destro, Paloschi, Mourinho, Mancini, Ancellotti, Di Carlo, ecc (questi sono i personaggi più conosciuti e tanti altri gli possiamo trovare tra di noi), che perseguono l’obiettivo di non accontentarsi mai, di avere sottomano un metodo di lavoro per vincere la sfida con sé stessi e con l’avversario.
Questo era continua....
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Psicologia dello sport
e non solo
Matteo SIMONE
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Argomenti del libro sono lo sport, la psicologia dello sport, la psicoterapia della Gestalt, la psicologia dell’emergenza, l’EMDR, l’incontro, la maratona, il doping.
E’ un libro, un manualetto che si legge attentamente e si rilegge perché quello che c’è scritto si può cogliere in modo diverso in base allo stato d’animo in cui ci si trova, ed ogni volta una stesa frase, uno stesso periodo, uno stesso paragrafo può far soffermare su una parola, su un concetto e far riflettere, far trovare spunti importanti.
E’ un libro semplice ma anche complesso, è un libro tecnico ma anche divulgativo, per più persone: atleti professionisti ed a livello amatoriali, praticanti sport singoli o di squadra; psicologi, studenti di psicologia, tecnici e staff medico di società sportive, famigliari di sportivi, curiosi; è un libro che anche scorre.
Riporto quanto scritto a pag. 9: “… si tratta di incontrare l’altro che ha una esigenza, una difficoltà, un problema e stabilire un contatto reciproco in modo da interessarsi principalmente all’altro senza giudizio e con empatia e cercare di stabilire una relazione che possa portare l’altro ad una maggiore autoconsapevolezza, ad una visione più ampia di se stesso e degli altri, del suo mondo ed il mondo che lo circonda e questo attraverso un’attenzione costante all’altro ed un lavoro basato sulla responsabilità ed una motivazione reciproca”, in queste righe è condensato il succo del libro, vi è l’estratto, vi sono delle parole che ricorrono per tutto il testo: incontrare l’altro, stabilire un contatto, interessarsi, stabilire una relazione, autoconsapevolezza, visione più ampia, mondi che si incontrano, attenzione all’altro, responsabilità, motivazione.”
Il mondo dello sport comprende tanti aspetti, tante sfaccettature, è un mondo complesso, infatti si parla di sport individuali, di squadra, aerobici (resistenza), anaerobici (potenza), lo sport contempla sia l’attività fisica come forma di benessere psico-fisico, di prevenzione, ad esempio per contrastare ipertensione, ipercolesterolemia; lo sport riguarda anche le competizioni agonistiche e quindi comprende la prestazione (performance), il raggiungimento della prestazione ottimale (peak performance), esempio i record dei campioni, lo sperimentare il “Flow”, considerato uno stato alterato di coscienza dove tutto funziona alla perfezione, altro termine che riguarda lo sport agonistico è “IZOF”, una zona di funzionamento ottimale per l’atleta per il raggiungimento della sua peak performance.
Inoltre sono trattate le difficoltà, disagi dell’atleta che possono essere di natura emotiva, di attivazione ottimale, di bassa autostima, possono riguardare pensieri disturbanti, le difficoltà possono anche essere relazionali, relativi ad una figura professionale che gravita attorno al mondo dell’atleta.
Vengono illustrati l’approccio, le metodiche e le tecniche per l’ncremento della performance sportiva e per il migliorare della prestazione anche attraverso l’EMDR“Eye Movement Desensitization and Reprocessing”.
Il testo è dedicato a Vladimiro, una persona semplice amante della corsa, della natura, della buona compagnia, adesso non c’è più ma “Vladimiro c’è”.
Nel testo si parla di incontro di professionalità, di mondi, l’atleta porta il mondo dello sport fatto di sudori, delusioni, infortuni, incoraggiamenti, rinunce, pressioni, lo psicologo porta il mondo psicologico teorico esperienziale e quindi il relazionarsi, l’accogliere, l’invitare l’altro, il contatto, il dialogo, le metafore.
Quando si parla di psicologia dello sport si parla di diversi incontri dello psicologo con la squadra, con l’atleta, con il team, con un famigliare e quindi hanno valore il rispetto, l’interessamento, la fiducia, la scoperta nell’altro, negli altri e in se stessi. Questo avviene in uno spazio di manovra abitabile dai diversi attori in campo dove può avvenire, si può sperimentare un contatto, un dialogo, un espressione/comunicazione di esigenze, difficoltà, perplessità, disagi.
La risoluzione di quest’ultimi può essere proposta attraverso un lavoro, un porre l’attenzione sulla consapevolezza, responsabilità, il riconoscimento di priorità, gli investimenti, il definire gli obiettivi, il cercare le risorse disponibili e quelle da potenziare.
A pag. 14 riporto un breve esercizio attraverso le visualizzazioni: “Visualizza i tuoi gesti, le tue difficoltà, i momenti importanti, critici, e prova a vedere com’è, che effetto ti fa, puoi sentirti soddisfatto? Puoi correre ai ripari in qualche modo? Puoi correggere il tiro? Fatti un film del tuo prossimo futuro, come sarà la tua vita in preparazione della tua meta? Quali sono le tue risorse? Quali tue caratteristiche devi o puoi potenziare, migliorare? Prova a visualizzare di cambiare qualcosa, di correre un piccolo rischio nel fare qualcosa di diverso, vedi che effetto ti fa, quali sono le tue sensazioni e poi prova nella realtà.”
La visualizzazione può essere utile per diversi motivi, ad esempio nell’individuare un posto sicuro, sperimentato già o immaginario dove la persona ritiene di trovarsi in una condizione di serenità, di sicurezza, di tranquillità e qui può rifugiarsi quando ne sente la necessità, il bisogno, per recuperare le energie, le risorse per affrontare una situazione complessa, difficile che richiede una preparazione attenta e completa. La visualizzazione può essere usata come forma di allenamento ideomotorio, si può visualizzare, immaginare l’esecuzione di un gesto atletico cercando di utilizzare tutti i sensi, uditivo, tattile, visivo, olfattivo ed osservare cosa accade, dove c’è l’intoppo, dove avviene la difficoltà, l’errore e questo per cercare di correggere e superare la difficoltà. La visualizzazione può essere usata anche come anticipazione della prestazione, per sperimentare sicurezza nel compiere la prestazione, in modo che poi nella realtà ci si senta più sicuri nell’esecuzione della prestazione, della performance.
Si considerano gli obiettivi, le priorità: Obiettivi di chi? Dell’atleta, della squadra. Quanto nella tua vita è importante lo sport? Cosa sei disposto a fare o a rinunciare per raggiungere i tuoi obiettivi? Riporto quanto descritto a pag. 22: “È importante avere delle priorità negli obiettivi. Fai un programma mentale dei tuoi prossimi obiettivi, cosa vuoi raggiungere in ordine prioritario e temporale e come? Cosa sei disposto a fare, a rinunciare, a sacrificare? Cosa devi evitare o devi fare per raggiungere i tuoi obiettivi? Qual è il costo? Ne vale la pena?
La psicologia dello sport prevede anche un lavoro sulla corretta gestione dello stress che può comportare problemi in allenamento, quando i carichi di lavoro sono o sembrano eccesivi, o non si riesce a rispettare i programmi di allenamento o ci si sente inferiori rispetto agli altri amici di allenamento; lo stesso può riguardare anche la gara, la condotta di gara, il pre-gara, si può avere il timore di non riuscire, si può non credere sulle proprie capacità, si possono temere troppo gli avversari, si può essere troppo convinti di non riuscire, di riavere un infortunio; lo stress può anche essere relativo ai famigliari, ai componenti del team che possono avere pretese, possono fare pressione, possono non apprezzare, possono non premiare; lo stress può riguardare anche la gestione del successo, di quello che ne deriva, controlli antidoping, intrusione dei mass-media, contatti eccessivi degli sponsor, degli amici, delle richieste di conferma della prestazione; lo stress può riguardare il post carriera, il sentirsi finiti , l’elaborare la fine di un mondo accogliente, sostenente, di ricchezze, di agevolazioni, ci si può sentire un essere in grado di investire in altro.
A pag. 27, riguardo le abilità sportive del disabile, invito i lettori a farsi delle domande: “ci si può fare delle domande: “Chi sono?”, “Come sono?”, “Cosa faccio?”, “Cosa voglio fare?”, “L’altro chi è?”, “Com’è?”, “Cosa fa?”, “Cosa vuole fare?” e sce¬gliere diverse alternative: “Continuo a essere chi e come sono, a fare quello che voglio e non mi interessa chi è l’altro, com’è, cosa fa e cosa vuole fare” oppure “Voglio provare a essere diverso, a fare qualcosa di diverso, ad interessarmi all’altro, com’è, cosa fa e cosa vuole fare”.
Essendo maratoneta non potevo non parlare di maratona, un obiettivo che va maturando nel corso degli anni, ci si arriva a step, ma c’è differenza tra amatori ed assoluti, per entrambi è importante la gradualità, l’impegno, lì’adattamento progressivo, quindi si passa dai 10 km, si passa per la mezza maratona per giungere alla maratona.
Mi permetto anche di dare suggerimenti circa la preparazione atletica a pag. 39: “È indispensabile fare progetti credibili a se stessi, un ottimo punto di partenza è credere di essere in grado di fare qualcosa, perché ci si sente di esserlo, perché si è sperimentato gradualmente dei miglioramenti.
Bisogna capire come impiegare le proprie risorse, su chi si può puntare, su chi si fare affidamento.
Bisogna sapersi monitorare nel corso del tempo, sapersi testare o farsi testare, saper svoltare al momento opportuno, se cambiano gli interessi, le esigenze, gli obiettivi, le situazioni.
Nella preparazione atletica è importante considerare la preparazione fisica, la preparazione nutrizionale, la preparazione mentale.”
Interessanti da pag. 46 le risposte di ultramaratoneti ad una mia videointervista prima e dopo una competizione della lunghezza di 100 km di corsa a piedi: “Che senso ha la corsa per lei?
— Mi toglie tanti problemi dalla testa che ho in famiglia, mi scarica e vuol dir tanto, è la cosa più fondamentale della mia vita.
Che significa per lei correre per 100 km?
— Libertà, tante ore da sola.
Cosa le permette la corsa?
— Contatto con natura, mi gratifica molto.
Cosa ti appresti a fare?
— Tento di fare questa pazzia, se sapessi di arrivare non partirei, mi piacerebbe arrivare.
Gli altri cosa pensano di te?
— Mi considerano pazza.
Cosa ti spinge a correre?
— Penso che la maratona sia la metafora della vita per colui che vuole arrivare a 100 anni, concluderla è l’ottimismo della vita, quindi ci si sente ultraterreni a percorrere una corsa a piedi di 100 km.
Cosa scopri di te stesso?
— Viene fuori quello che normalmente non viene fuori, il muro da battere è dentro di te, ti da la possibilità di fortificarti, aiuta a combattere il dolore, dispiaceri.”
Un testo che parla di sport e psicologia non può trascurare il fenomeno DOPING, l’atleta fa continuamente delle scelte e rinunce, decide sui recuperi tra un allenamento ed un altro, sceglie integratori alimentari, fa dei lavori sempre più sostenuti ed a volte si pone delle domande: Perché non doparmi? Perché ti fa male. Ma se non vinco sto peggio, la mia vita senza la vittoria non ha senso. Perché non doparmi? Perché non è corretto nei confronti dei tuoi avversari. Ma tutti si dopano, se non lo faccio anch’io perdo in partenza. Se vinci con il doping saresti un falso campione? Sarei sempre un campione, alle persone piacciono i vincitori, i record, mi riconoscono, parlano di me, mi fa star bene, senza vittoria non sono nessuno, sono inesistente, nessuno parla di me, sono un uomo morto.
Riporto da pag. 70 una ricerca di John R. Fuller e Marc J. LaFountain che hanno intervistato 50 atleti che ammisero di usare steroidi. Gli era stato chiesto direttamente perché usavano droghe, come avevano imparato, e i valori che associavano con questa forma di uso di droga. L’uso di steroidi era giustificato come un atto di patriottismo, e come pagamento del prezzo necessario per essere competitivo:
— Non hai nessuna scelta se vuoi competere alla grande. Tutti dalle altre nazioni fanno così, anche noi dovremmo.
— Io uso piccole dosi. Conosco solo tre persone che hanno avuto problemi. Un tipo quasi morì. Era realmente bravo e aveva una possibilità di andare alle Olimpiadi di Los Angeles ma ne prese troppo. Se avrò problemi smetterò.
— La gente non sa che significa essere atleta. Le regole non dovrebbero essere fatte e fatte rispettare dalla gente che non sa di cosa stanno parlando.
— Penso che dovresti prenderti cura del tuo corpo. Io non avevo mai preso cura del mio, ora lo faccio. Io ottengo molto divertimento e piacere dal sollevamento pesi. Mi da una possibilità di realizzarmi e faccio tutto quello che posso per far diventare il mio corpo più forte. Non uso droghe o bevo o fumo e se il mio allenatore dice che gli steroidi mi faranno diventare più forte li userò.
— Li uso perché mi danno il “Momento Bianco” (definito come un sentimento mistico, estatico). Se tu non l’ hai mai provato, non sai di cosa sto parlando.”
Un capitolo è dedicato alla psicoterapia della Gestalt in cui sono specializzato, trattasi di un approccio fenomenologico, esistenziale, è un approccio diretto, immediato con la persona, informale, non necessita obbligatoriamente di un setting, quindi si può lavorare direttamente sui campi di allenamento, di gara, pone attenzione alla consapevolezza, alla responsabilità individuale. Chi ho di fronte? Osservazione gesto atletico, performance. Si conosce l’altro attraverso colloqui verbali ma anche attraverso il linguaggio non verbale l’altro trasmette rispetto a se stesso.
Un capitolo è dedicato alla psicologia d’emergenza, anche nello sport si lavora in emergenza, può capitare che l’atleta voglia risolvere un problema nell’immediato e quindi come succede in emergenza è importante documentarsi, essere disponibili, essere presenti, normalizzare eventualmente un problema, un fastidio, una preoccupazione, è importare permettere ed agevolare l’espressione di richieste, e non ultimo è importante la costruzione di reti, il collegamento delle figura professionali che gravitano attorno all’atleta. Così illustro a pag. 111 quello che può avvenire in un contesto di emergenza e che può essere trasportato in un contesto sportivo.
. Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR
www.psicologiadellosport.net www.psicoterapie.org/659.htm
27/05/2011 Presentazione libro 'Psicologia dello Sport e non solo'
Via Veio 52/B int. 4 (Psico6Art) Roma (S.Giovanni)
prenotazioni 380.4337230 - 21163@tiscali.it
www.psicologimip.it/iniziativa.asp?cod=492
http://store.aracneeditrice.com/it/evento.php?id=61
www.elencopsicologi.it/lazio.asp
Il libro è distribuito anche da: www.eprice.it/Psicanalisi-e-Psicologia-ARACNE/s-3254377
ViviBene 00171 Roma - via dei Gelsi 24/d Tel. e fax 0621800596
Chiosco 00172 Roma - via dei Castani/p.za S.Felice da Cantalice 3478645198
Frizzi e lazzi Running Manfredonia Corso Manfredi 303
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Il titolo Ali di Cera non è affatto casuale: il parallelo con Icaro calza a pennello in quanto, in entrambi i casi, si ha a che fare con il tentativo dell’uomo di spingersi, con ogni mezzo, anche non lecito, al di là dei propri limiti.
Il doping, come le Ali di cera di Icaro, però è un tentativo azzardato e, come nel mito greco, rischia di essere una soluzione, oltre che illusoria, addirittura pericolosa.
Il testo ha come obiettivo quello di analizzare a fondo la tematica della motivazione: da questa spinta interna, infatti, nasce ogni azione dell’uomo.
Analizzando tale aspetto si può giungere al nucleo dell’azione che, poi, si vede riflessa in campo sportivo; allo stesso tempo però si è voluto analizzare quel confine, alquanto labile, che separa la motivazione dall’illecito.
Per fare ciò la ricerca è andata ad analizzare quelle variabili che potrebbero influenzare il soggetto che, in particolari situazioni, può essere spinto ad addentrarsi nell’ambito di quello che possiamo definire illecito sportivo. Come esempio di questo specifico ambito il tema che è stato approfondito è quello del doping.
Spesso questa tematica è affrontata dall’opinione pubblica con superficialità: è sembrato quindi giusto analizzare tale evento che tanto spesso si associa al calcio, ma che inaspettatamente riguarda, senza che ci si renda conto di ciò, tutti noi.
L’ultimo capitolo, invece, propone una ricerca qualitativa basata su una serie di interviste somministrate ad una ventina di calciatori professionisti militanti in serie A e serie B.
Gli obiettivi di tale indagine erano: quello di capire quanto pesasse sul risultato sportivo l’aspetto mentale e motivazionale e quanto i diretti interessati fossero a conoscenza della tematica del doping.
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Psicologia dell'immersione
Corso introduttivo per istruttori e professionisti della subacquea
di Diego Polani
Editoriale Olimpia - Firenze |
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Questo libro nasce dall’esigenza di fornire alcuni strumenti di carattere psicologico e scientifico sia a coloro che andranno a formare i futuri subacquei, sia a coloro che dell’attività subacquea vorranno fare il loro sport o la loro attività professionale. Per molti anni l’immersione è stata un esercizio riservato a pochi eletti. Oggi lo scenario è profondamente mutato: il mare si è aperto al turismo di massa e l’attività subacquea ha cessato di essere solamente un’avventura romantica per diventare, a tutti gli effetti, una pratica sociale. In un contesto del genere, il fattore della sicurezza e la conoscenza dell’ambiente sommerso si pongono come elementi fondamentali della moderna cultura sportiva. Diego Polani, mettendo a frutto la sua esperienza di psicologo dello sport, ha raccolto una lunga serie di dati e di esperienze per una più approfondita conoscenza del settore subacqueo, regalando al pubblico degli appassionati un moderno e originale codice interpretativo della loro attività.
L’autore
Psicologo e psicoterapeuta, Diego Polani è nato a Genova nel 1958. Specializzato in psicologia dello sport, collabora come docente con la Divisione Attività Didattica della Scuola dello Sport di Roma e con l’EDIN (Ente Internazionale per la Diffusione e l’Incremento della Nautica e la Difesa dell’Ambiente) per i corsi professionali di Istruttore Subacqueo. Segue da alcuni anni le nazionali italiane di nuoto di granfondo (Federazione Italiana Nuoto), di pesca sportiva subacquea e di tiro subacqueo (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee). È consigliere dell’Ordine degli Psicologi del Lazio e consigliere-tesoriere dell’Associazione Italiana Psicologia dello Sport. Vive a Roma.
96 pp. - 17x24 - 20 illustrazioni in B/N - In brossura
Per ulteriori informazioni contatta l'autore : Diego Polani
"VOCI DAL PARQUET"
Counseling e Mental Training negli sport di squadra
A cura di Alessandro Grassi
Maurizio Ivancich
Alessandro Rinaldi |
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Quando sono andata alla presentazione di questo libro a Udine, in tutta fretta, tra un impegno e l'altro, mi aspettavo di fermarmi un quarto d'ora, ascoltare qualche parola in piedi e dare un'occhiata al libro: invece mi sono seduta, intrattenendomi fino alla fine.
Il tema principale di "Voci dal parquet" è il Team Spirit, quello spirito di gruppo che non si osserva solo nelle squadre affiatate, ma anche nei Clubs di atleti che praticano sport individuali; Team Spirit, il gruppo come un'entità differente dalla somma delle singole unità che dà vita ad un'atmosfera che si rivela vincente, producente, che moltiplica le potenzialità di ognuno rendendo possibile quello che sembra solo un fumoso desiderio.
Attraverso la pianificazione, l'organizzazione, la formazione degli obiettivi, lo studio delle dinamiche di gruppo - concetti che partono dalla psicologia del lavoro, approdano alla psicologia dello sport per essere reinventati, reinseriti in un altro contesto competitivo - si forma lo spirito di chi dà battaglia, di chi compete in maniera sana, costruttiva, di chi sa anche perdere con la consapevolezza di aver dato il massimo e di essere pronto a rifarlo.
Schede tecniche molto interessanti nella parte conclusiva del libro.
(Presentazione del libro su questo portale a cura della Dott.ssa Marina Gerin Birsa)
2002 - Selekta Edizioni selekta@selekta.it
SOMMARIO:
- Sport e management: una visione da costruire
- L'applicazione del counseling negli sport di squadra
- La costruzione di un modello di allenamento multimodale
- Quaderni tecnici ed esercizi di mental training applicati al basket
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LO SPORT NELLE ETÀ DELLA VITA
a cura di Liliana Bal Filoramo
pp. 176, ISBN 88-7661-556-3
€ 14,00
www.celid.it
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Nato dal convegno "Lo sport nelle età della vita" organizzato a Torino nell’aprile 2001, il volume raccoglie i contributi di psicologi, esperti del settore e atleti, in ideale continuità con la precedente pubblicazione La psicologia dello sport tra performance e benessere (Celid, 2001).
Lo sport è un’attività che presenta una forte componente psicologica tesa verso il miglioramento delle potenzialità di ognuno. La pratica sportiva viene qui esaminata in rapporto a quelle che la psicologia dinamica individua come fasi salienti del percorso di vita. Si sottolinea l’importanza dell’aspetto ludico, soprattutto nell’infanzia, puntualizzando però, nel contempo, i rischi connessi a possibili strumentalizzazioni da parte di quegli adulti che proiettano sui piccoli, più o meno consapevolmente, le proprie aspirazioni deluse o la loro brama di successo. Molto spazio è inoltre dedicato agli aspetti riabilitativi della pratica sportiva che, tramite i valori condivisi del rispetto della persona, della socializzazione e dell’adesione alle regole, offre possibilità di recupero diversificate.
L’approccio multidisciplinare consente di esaminare i vari temi da differenti angolazioni, offrendone così una più completa possibilità di lettura.
Alla fine del volume, importanti testimonianze di protagonisti del mondo dello sport: Stefania Belmondo, Livio Berruti, Alessandro Del Piero, Barbara Fusar-Poli e Maurizio Margaglio.
Liliana Bal Filoramo è docente di Psicologia Dinamica presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino. Tra le sue pubblicazioni: L’adozione difficile: il bambino restituito, Borla, Roma 1993; La relazione incestuosa, Borla, Roma 1996. È autrice con Taziana Gallo Vianzone del volume: Odontoiatria infantile e psicoanalisi, Cortina, Torino 1990; è curatrice dei volumi: La psicologia dello sport tra performance e benessere. Contributi multidisciplinari, Celid, Torino 2001 e Il danno psichico nei minori maltrattati, Celid, Torino 2002. È curatrice con Antonella Saracco dei volumi della collana "I Quaderni del Castello", Atti dei Seminari di Govone: L’abbandono dei minori tra clamori e silenzi, Grafiche Pelazza, Torino 1995; Il bambino che non c’è: presenza reale e presenza virtuale nel mondo degli adulti, Celid, Torino 1997; I tempi della crescita tra identità e appartenenza, Celid, Torino 1998; La tutela del minore straniero tra il rispetto delle differenze e l’integrazione sociale, Celid, Torino 1999.
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LA PSICOLOGIA DELLO SPORT TRA PERFORMANCE E BENESSERE
Contributi multidisciplinari
a cura di Liliana Bal Filoramo
Celid 2001pp. 164, € 13,43
ISBN 88-7661-457-5
www.celid.it
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Questo libro nasce da un convegno organizzato a Torino il 30 marzo 2000, "La psicologia dello sport tra performance e benessere", sulla base delle esperienze di ricerca-didattica effettuate da alcuni anni, all’interno del corso di Psicologia Dinamica, tenuto dalla professoressa Bal Filoramo – curatrice del volume – presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino.
Decifrare i significati latenti relativi alla psicologia dell’atleta, rintracciare il percorso personale che lo porta alla vittoria, individuare i problemi irrisolti che gli impediscono di fornire il massimo della performance, ma soprattutto studiare quello che può essere il contributo dell’attività sportiva alla prevenzione e al recupero della devianza, al rafforzamento di una personalità fragile o inadeguata; ecco i punti di interesse" analizzati nei singoli saggi presenti nel volume.
I contributi di singoli specialisti affrontano il tema della psicologia dello sport da angolature diverse: psicologica, psicodinamica, micropsicoanalitica, criminologica.
Alla fine del volume significativi e particolarmente interessanti gli interventi di protagonisti del mondo sportivo: atleti, tecnici, dirigenti, operatori della salute. Tra essi due testimonianze importanti dal mondo dello sport: Stefania Belmondo e Jeff Onorato.
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La vecchiaia per sport
Collana: persport
Curatore di Collana: CSI , UISP
Autore: G. Giorgi Troletti , A. Imeroni
Pagine: 152
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Il volume, curato da Giuseppina Giorgi Troletti e Andrea Imeroni, parte dalla consapevolezza che gli anziani restituiti a circuiti di relazioni e di attività anche fisica si rigenerano, stanno meglio, riscoprono la possibilità di azioni significative, anche in senso estetico, per sé stessi e per gli altri. Gli autori nel volume hanno raccolto e propongono un patrimonio notevole di esperienze e conoscenze accumulate nel corso di anni di pratica sportiva aperta a tutti gli anziani. Oltre a fornire la più aggiornata lettura del fenomeno, in queste pagine, gli operatori del settore, potranno trovare indicazioni e suggerimenti per avviare specifiche iniziative.
"PSICOLOGIA DELLO SPORT"
Carocci Editore: http://www.carocci.it
Autori: Dino Giovannini e Laura Savoia
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Capitoli:
- La motivazione alla pratica sportiva
- Sport individuale, sport di squadra e bisogno di chiusura cognitiva
- Processi di gruppo e coesione nella squadra sportiva
- Il ruolo dell'allenatore
- Adolescenza e agonismo sportivo
I temi trattati riguardano le motivazioni per cui si decide di praticare un'attività sportiva, le differenze fra sport individuali e di squadra e le implicazioni della scelta per gli atleti coinvolti, le dinamiche che caratterizzano la squadra e il suo livello di coesione, il ruolo e gli stili di leadership dell'allenatore, il significato che assume praticare uno sport agonistico nell'adolescenza.
Piuttosto vasta e ben curata la parte dedicata alle dinamiche di gruppo e alla leadership.
(Presentazione del libro su questo portale a cura della Dott.ssa Marina Gerin Birsa)
RIVISTA INTERNAZIONALE
"THE SPORT PSYCOLOGIST" |
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Designed for educational and clinical psychologists, The Sport Psychologist (TSP) focuses on applied research and its application in providing psychological services to coaches and athletes.
The Sport Psychologist
Volume 17, Issue 1, March 2003
A Decade of Qualitative Research in Sport Psychology Journals: 1990-1999. Diane M. Culver, Wade D. Gilbert, Pierre Trudel .....1 |
Factor Structure of the Coaching Behavior Questionnaire and Its Relationship to Athlete Variables. Jean M. Williams, Gerald J. Jerome, Laura J. Kenow, Tracie Rogers, Tessa A. Sartain and Greg Darland .....16 |
The Intensity and Directional Interpretation of Anxiety: Fluctuations Throughout Competition and Relationship to Performance. Joanne Butt, Robert Weinberg, and Thelma Horn .....35 |
Self-Efficacy, Causal Attribution, and Track Athletic Performance Following Unexpected Success or Failure Among Elite Sprinters. Christophe Gernigon, Jean-Baptiste Delloye .....55 |
Peer Tutoring in a Sport Setting: Are There Any Benefits for Tutors? Pascal Legrain, Fabienne d’Arripe-Longueville and Christophe Gernigon .....77 |
Protection Motivation Theory and Adherence to Sport Injury Rehabilitation Revisited. Britton W. Brewer, Allen E. Cornelius, Judy L. Van Raalte, Albert J. Petitpas, Joseph H. Sklar, Mark H. Pohlman, Robert J. Krushell, Terry D. Ditmar .....95 |
Behavioral Assessment in Sport Psychology. Gregg Tkachuk, Adrienne Leslie-Toogood, and Garry L. Martin .....104 |
Book and Resource Reviews. Tamar Z. Semerjian .....118 |
Book and Resource Reviews. Nick Galli .....120 |
Book and Resource Reviews. Karla A. Kubitz .....122 |
Per ulteriori informazioni vai al link http://www.humankinetics.com/products/journals/journal.cfm?id=TSP
LO PSICOLOGO DELLO SPORT NELLA SCUOLA CALCIO
Serena Benedetti, Sara Landi, Giorgio Merola
EDIZIONI LUIGI POZZI
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La consulenza in psicologia dello sport, in genere, si rivolge all'attività svolta a favore dello sport di alto livello, mentre nei riguardi dell'attività giovanile ha sempre prevalso un approccio meno strutturato, che nasce essenzialmente dalle competenze già possedute dallo psicologo e poco orientato a soddisfare le necessità di questo particolare contesto sportivo.
Questo lavoro ha un duplice scopo: indirizzare gli psicologi verso l'indirizzo di un approccio specifico nella consulenza con le Scuole Calcio e sensibilizzare dirigenti e tecnici su cosa potersi attendere dal contatto professionale con lo psicologo dello sport.
Serena Benedetti, Sara Landi e Giorgio Merola sono psicologi dello sport e lavorano da due anni come consulenti del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC presso la Scuola Calcio Federale dell'Acqua Acetosa di Roma.
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LE SCALE CBA
A CURA DI EZIO SANAVIO
RAFFAELLO CORTINA EDITORE
28,00 Euro
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Finalità del test e modalità di somministrazione
Approfondimenti speciali: le Scale secondarie
Utilizzo in ambito ospedaliero e riabilitativo: CBA forma Hospital
Valutazione psicologica in ambito sportivo: CBA Sport
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MONDO NUOTO
Michael Bissing, Lucas Amos, Corinne Grobli, Stephan Cserepy, Pierre-Andrè Weber
CALZETTI MARIUCCI EDITORI
26,00 Euro
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Un testo particolarmente innovativo ed importante per l'apprendimento del nuoto e delle tecniche più avanzate. Uno strumento in più per chi desidera documentarsi dal punto di vista tecnico sugli stili del nuoto in vista di una preparazione tecnica indispensabile per condurre un intervento di psicologia dello sport.
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PNL PER LO SPORT
Ted Garrat
NLP ITALY
19,90 Euro
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Un manuale interessante dal quale poter trarre spunto per alcuni esercizi da proporre agli atleti di qualsiasi disciplina sportiva: cenni all'utilizzo di tecniche di rilassamento, di visualizzazione e alla formazione di obiettivi da conseguire.
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TRAINING AUTOGENO
Bernt H.Hoffmann
edizione italiana a cura di
Rolando Weilbacher
CASA EDITRICE ASTROLABIO
22,00 Euro
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Il manuale più completo e moderno di Training Autogeno. Vi sono esposti in dettaglio e con la massima chiarezza i fondamenti teorici e le numerose possibilità applicative di questa tecnica.
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Psicologia per lo Sport in 400 domande e risposte
di Prunelli Vincenzo
editore
Calzetti Mariucci
18,00 Euro
< Compralo ora >
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"Non solo Tecnica"
Consigliato alle : Scuole calcio, Istruttori, Educatori, Genitori.
di Aldo Zerbini
Prezzo: € 18,00
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Descrizione:(contenuto tratto da http://www.nuovosportgiovani.it/)
Pagine 159.
96 esercizi di gruppo divisi in tre fasce d'età (6-8, 9-10, 11-12 anni) per far crescere attraverso un iter sperimentale su cinque grandi tappe, il bambino che si avvicina al calcio.
Assolutamente necessario a tutti coloro che fanno attività educativa/sportiva per i bambini nel gioco del calcio. Aiuta a comprendere ed aumentare le conoscenze rispetto alle strategie ed attività necessarie per un corretto sviluppo e per una formazione completa ed ideale dei fanciulli.
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Il Tennis giocato...Dentro!
Fabio Menabue, 2010
PREZZO € 13,90
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Il primo Libro di un Maestro di Tennis di Modena
Dicono del libro…
L’essenza dell’impegno, della passione e del raggiungimento degli obiettivi; Fabio è riuscito a districare la complessa matassa della mente umana e a
renderla più semplice ed accessibile. Questo saggio rappresenta un fondamentale strumento per ogni insegnante di tennis, per riuscire a trovare la
chiave giusta per “accendere il motore” dei propri atleti, di ogni età.
Massimiliano Trevisan, Coach Professionista e Tecnico Nazionale
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Psicologia
per l’autodifesa
femminile
Diana Nardacchione, 2009
PREZZO € 12,00
Editore:
Il Dito e La Luna
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Le donne sono spesso più piccole e più deboli degli uomini,
meno avvezze a esprimere la loro aggressività ma non sono né
deboli in assoluto né prive di aggressività. Se scelgono di
difendersi, sono in grado di farlo. L’“autodifesa femminile” è lo
strumento mediante il quale le donne aggredite possono guadagnare
quella manciata di secondi che consentono loro di
mettersi in salvo. Le donne sono meno forti e più vulnerabili
degli uomini ma dispongono di risorse aggressive sufficienti a
scoraggiare e demotivare un potenziale aggressore.
Tutto dipende dalla consapevolezza...
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Competitività
al femminile
Oltre l’autodifesa
Diana Nardacchione, 2010
PREZZO € 12,00
Editore:
Il Dito e La Luna
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“Le fiabe ci hanno tramandato le immagini di principesse
imprigionate in torri di cristallo e sorvegliate da draghi.
È tutto vero, solo che i draghi sono dentro la testa delle principesse.
Se vogliamo imparare a difenderci, dobbiamo divenire
consapevoli della presenza, dentro di noi, di questi
mostri dormienti. Dobbiamo addestrarli perché si
risveglino e si scatenino quando è necessario.”
Con questo volume l’Autrice prosegue il percorso iniziato...
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Psymedisport.com Group
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Referente: Dott.ssa Marina Gerin Birsa www.psymedisport.com/elenco/Gerinbirsa.html
Psicologa ad indirizzo clinico, accr. c/o l'Ordine degli psic. del Friuli V.G. nr. 246/III.
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