Corso on line di Psicologia dello Sport

Indice del corso

Lezione 1
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Lezione 3
Lezione 4
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Lezione 6
Lezione 7
Lezione 8
Lezione 9
Lezione 10
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Studio del caso

“Biathlon: il poligono innevato”

Vi racconto l’esperienza che ho vissuto con C., un giovane biathleta di circa 15 anni: il biathlon è la disciplina che unisce lo sci di fondo al tiro al poligono, uno sport molto interessante che richiede specializzazioni motorie e caratteristiche psicologiche particolari.
Pensiamo per esempio al fatto che i biathleti si trasformano da buoni sciatori di fondo in ottimi tiratori in vista del poligono, per poi rimettersi nuovamente a sciare e così via (sci-tiro-sci-tiro): le visualizzazioni che avevo messo a punto per i 23 atleti, che seguivo in due gruppi separati per via del numero elevato di partecipanti, comprendevano entrambi gli elementi, sia la fase sciata che la fase di tiro.
Durante uno dei nostri primi incontri, per l’esattezza si trattava del secondo, avevo presentato ai biathleti la visualizzazione incentrata sull’obiettivo da raggiungere (la incontrerete nella seconda Lezione) durante una gara: quando successivamente chiesi ai ragazzi com’era andata, rimasi colpita dalla visualizzazione di C.
Egli aveva visualizzato sè stesso mentre stava sparando ad un poligono di tiro completamente innevato: la sua visuale era impedita irrimediabilmente e non poteva raggiungere l’obiettivo di fare cinque centri, tanti quanti ne hanno a disposizione gli atleti, anzi, non poteva sparare per nulla!
Gli chiesi allora come stava andando il suo allenamento, se era un periodo di gran forma o se si sentiva stanco per qualche motivo: chiesi anche il parere del maestro di tiro, gli raccomandai di intervenire in qualsiasi momento.
C. allora con riluttanza, un po’ intimidito dalla presenza dei compagni, mi disse che era un periodo di difficoltà, gli allenamenti erano iniziati da poco e lui non era ancora in forma, inoltre era molto preoccupato per la scuola e per l’impegno che gli veniva richiesto.
Compresi allora che il poligono innevato era la testimonianza del fatto che C. percepiva il suo obiettivo come attualmente impossibile, irraggiungibile, “coperto” da preoccupazioni, quelle scolastiche, che per il momento erano più importanti dell’attività sportiva.
Gli raccomandai di esercitarsi a casa per tutta la settimana con una visualizzazione particolare, studiata apposta per lui: egli doveva vedersi mentre toglieva la neve dal poligono e poi doveva sparare.
In questo modo il problema fu risolto.

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