PROTOCOLLO DI INTERVENTO SU UN NUOTATORE DI ALTO LIVELLO
di
COLOMBO ANDREA
MAZZUCCHELLI PIERA
MORETTO ANGELA
ROTOLO CARLO








1. PARTE TEORICA

1.1 Premessa
La presentazione di un progetto di preparazione mentale richiede una fisiologica flessibilità alla quale non è possibile rinunciare poiché ogni intervento è specificamente rivolto ad un individuo- atleta, le cui specificità non possono essere conosciute se non attraverso il metodo principe della psicologia, ovvero la relazione che si instaura tra due persone, dalla quale nascono quelle dinamiche emotivo-affettivo che sono il principale veicolo di cambiamento.

2.1 Obiettivo
Fatta questa debita premessa, pensiamo tuttavia che la psicologia applicata allo sport abbia come principale obiettivo l'ottimizzazione della prestazione atletica, sia nella sua componente individuale che nella dimensione sociale. I diversi studi e i diversi modelli della psicologia dello sport sono concordi nel credere che l'ottimizzazione della prestazione atletica, pur tralasciando in questa sede le specificità e i contenuti di ogni singolo modello, nasca dal raggiungimento di uno stato psicologico dell'individuo nel quale gli aspetti fisiologici, psicologici e sociali giacciono ad un livello ottimale di funzionamento.
Dunque l'obiettivo di un programma di preparazione mentale è predisporre l'atleta al raggiungimento di questo stato mentale ottimale, al quale ci riferiremo con il concetto di flow. Tuttavia, la specificità del flow è quella di essere, fra l'altro, uno stato psicologico idiosincratico, il cui raggiungimento dipende da quei fattori psico-sociali della persona, che saranno oggetto di indagine e approfondimento durante il percorso di preparazione mentale.

3.1 Caratteristiche del nuoto
Il nuoto si può classificare come sport:

  • Ciclico = il gesto viene ripetuto ciclicamente.
  • Closed skill = il risultato ottimale dipende solo dalla performance ottimale.
  • Multispecialità = esistono differenti gare che richiedono differenti abilità. Il nuoto è una disciplina in cui l'abilità tecnica influenza in maniera determinante la prestazione: un buon nuotatore spende, in termini energetici, circa il 50% in più di un nuotatore d'elite.

La capacità di galleggiamento, dovuta alla composizione corporea, influisce anch'essa sulla prestazione: le donne a parità di velocità consumano circa il 40% in meno degli uomini. Un nuotatore di elite si allena tutti i giorni per almeno 10 - 15 chilometri al giorno.
Per quanto riguarda gli skills mentali del nuoto essi sono:

  • Buona tolleranza del dolore legato allo sforzo intenso e al disagio psicofisico
  • La modalità attentava è più di tipo "ristretto interno" (Nideffer 1978,1979)
  • In situazioni di gara la modalità attentava si può allargare in "ristretto esterno" soprattutto in partenza ed in virata

4.1 Metodo
Il mondo del nuoto in Italia prevede che gli atleti di interesse nazionale, raggiunta la maggiore età, entrino a far parte di un gruppo sportivo militare, la cui influenza è da non sottovalutare quando si approfondiscono le motivazioni alla pratica sportiva. Questo sistema di gestione dello sport in Italia può portare atleti ancora giovani ad affrontare il peso di responsabilità delle quali non sono del tutto consapevoli o, diversamente, può indurre un appagamento inconsapevole nelle motivazioni di un atleta nella pratica sportiva.
Uno scenario di questo tipo può portare a soluzioni del tipo "tutto o nulla"; fare gli atleti professionisti a tempo pieno porta ad una identificazione pressoché totale con il proprio essere atleti, portando in qualche modo gli atleti a tralasciare importanti aspetti della propria identità, quali la formazione personale, l'inserimento sociale ed eventualmente lavorativo, il futuro.
Aiutare l'atleta ad essere sempre più consapevole di questi aspetti "latenti" può facilitare la crescita personale creando un terreno fertile, fatto di fiducia, positività ed equilibrio, ideale per il miglioramento delle proprie abilità e per superare quegli ostacoli che rendono difficile la carriera di un atleta.
Il lavoro di preparazione mentale, ispirato al raggiungimento dello stato di flow, è finalizzato al raggiungimento di un livello di consapevolezza tale da permettere l'autonomizzazione e la responsabilizzazione di tutte quelle strategie sviluppate ed affinate insieme all'atleta durante la progettazione e lo sviluppo del percorso.
Si può dire quindi che qualsiasi prestazione d'élite viene portata ad un buon livello solo quando l'atleta ha raggiunto una buona conoscenza della propria attività mentale, cioè nel momento in cui sta utilizzando, in base al compito che sta eseguendo, una selezione attentava ampia o ristretta, e una direzione, del focus attentivo, interna o esterna a sé (Nideffer 1985, Nideffer 1987, Cei 1987).
Il metodo a cui la psicologia si ispira per attuare il cambiamento è la relazione, la creazione di un rapporto di fiducia in un contesto protetto nel quale atleta e psicologo lavorano per il raggiungimento dell'obiettivo concordato.
Lo strumento di indagine, importante soprattutto per le fasi iniziali del programma, è il colloquio individuale, ispirato dalla volontà di conoscenza reciproca, primo passo verso la creazione di un legame professionale. Attraverso il colloquio potranno essere esplorate le caratteristiche individuali di personalità dell'atleta.

2. PROGETTAZIONE E SVILUPPO

1.2 ANALISI DELLA DOMANDA
Identificazione del committente (atleta, allenatore o società), individuazione delle aspettative e degli obiettivi, valutazione dei tempi a disposizione e definizione dei ruoli. Qualora sia stato l'allenatore a contattarci incontreremo prima lui, altrimenti prima l'atleta e poi l'allenatore.

2.2 PRIMO INCONTRO CON L'ATLETA
Si chiederà all'atleta di ripercorrere la sua carriera, identificando i momenti migliori e quelli peggiori, rivisitando sensazioni, pensieri e linguaggio interno.
Andranno in tale sede definiti gli obiettivi.

3.2 PRIMO INCONTRO CON L'ALLENATORE
Si chiederà all'allenatore di ripercorre la carriera dell'atleta, di spiegarci le principali caratteristiche tecniche dell'atleta stesso e il loro rapporto. Valutare le sue aspettative.

4.2 PROGETTAZIONE DELL'INTERVENTO

- Programmazione di uno screening psicodiagnostica

Serve per la valutazione delle caratteristiche psicologiche e delle capacità cognitive dell'atleta. Lo scopo è quello di evidenziare o escludere la presenza di tratti o sintomi psicopatologici manifesti o latenti, di fornire indicazioni circa le capacità visuo-immaginative, attentive e mnemoniche dell'atleta. Posso somministrare:

- CBA SPORT nel caso l'atleta dichiari qualche problema particolare. Posso anche pensare di utilizzare solo una parte del CBA, per esempio, lo STAI per la valutazione dell'ansia di tratto e di stato qualora il problema dichiarato dall'atleta sia una situazione ansiogena difficile da controllare.

- T.A.I.S. (Nideffer) mi servirà per valutare le capacità e lo stile attentivo

- PERFORMANCE PROFILE per valutare i costrutti dell'atleta rispetto alla sua preparazione attuale e ideale.
La somministrazione di test va valutata anche nel proseguo della preparazione mentale a va sempre tarata al tipo di problema che l'atleta presenta nelle sedute con lo psicologo.

- Programmazione del lavoro di mental training

Andranno prima di tutto individuate le modalità di allenamento (giorni in piscina, orari, riscaldamento..), il calendario delle gare (principali competizioni) e le potenziali aree di miglioramento dell'atleta (tecniche e mentali). Successivamente bisognerà preparare prime sedute (analisi dei video portati dall'atleta, con e senza commenti degli speakers, successiva visione con l'atleta ed eventualmente anche con l'allenatore)

- Formulazione degli obiettivi (goal setting)

Capire le aspettative, le motivazioni e gli obiettivi dell'atleta è di importanza fondamentale per sfruttare il goal setting come strumento pratico per programmare e sviluppare l'intervento.
Le funzioni di un buon goal setting sono estremamente positive per:

1. sviluppare la consapevolezza dell'atleta circa i suoi obiettivi e le sue aspettative
2. sviluppare la self-efficacy attraverso la concretezza dei risultati
3. creare una modalità di lavoro per il conseguimento dei risultati.

- Tecniche di rilassamento

Un buon rilassamento corporeo è la base per l'acquisizione di altre tecniche di lavoro mentale. Il rilassamento permette di controllare il livello di attivazione al fine di gestire gli stati di ansia e di tensione psicofisica. Per ottenere lo stato di rilassamento vengono abbinati esercizi di respirazione di contrazione-decontrazione muscolare con il fine di arrivare ad una maggiore consapevolezza delle proprie sensazioni corporee.

Le principali abilità mentali su cui si può andare a lavorare saranno:

- focalizzazione dell'attenzione
- incremento della motivazione e autostima
- abilità immaginativa
- gestione dell'attività fisiologica
- gestione dell'ansia pre-agonistica
- gestione dello stress

5.2 TECNICHE E STRATEGIE
Ad ogni seduta di mental training dovrà seguire l'assegnazione di un compito, in modo che l'atleta possa lavorare da solo in vasca.
Le sedute tecniche potranno essere effettuate dopo la visione di un video (in autonomia o con l'atleta). L'atleta stesso, tornando in vasca lavorerà per sott'obiettivi, individuati con lo psicologo.
Il momento nel quale inserire queste tecniche potrà essere lo stretching o il dopo allenamento.

Pensiero positivo e self talk
È fondamentale per acquisire la capacità di pensare in modo positivo, per utilizzare in maniera finalizzata pensieri positivi, per ottimizzare la self-efficacy e l'esecuzione del gesto tecnico.

Training propriocettivo
Viene differenziato sulla base dello stile percettivo-cognitivo dell'atleta. Nel nuoto è fondamentale per migliorare il rapporto con l'acqua della piscina e con i punti di riferimento del nuotatore in situazione di gara.

Imagery
Attraverso i diversi tipi di imagery, identificati come performance imagery, performance enhancement imagery, imagery emotiva, possiamo indagare le strategie e gli eventuali punti oscuri di una prestazione agonistica, ma non solo; le tecniche di imagery possono essere sfruttate per capire meglio se il nostro atleta avrà uno stile prevalentemente visivo o cinestesico, permettendoci di lavorare in entrambe le modalità o sviluppandone quella più opportuna. Questo incrementa di molto le capacità di percepirsi da parte dell'atleta, migliorando il rapporto con il proprio corpo e, in modo indiretto anche la qualità della performance.
L'atleta verrà progressivamente allenato alla rappresentazione mentale di immagini visive, inserendovi stimoli immaginativi polisensoriali e favorendo in questo modo un maggiore coinvolgimento emozionale e cognitivo da parte dell'atleta.
La capacità di visualizzare comprende alcune attività quali l'osservazione di se stessi o di altri atleti in azione (dal vivo o in video) seguita dalla ripetizione immaginata delle sequenze motorie (allenamento ideomotorio); successivamente si effettuerà l'esecuzione pratica del movimento, prima osservato e poi visualizzato.
La tecnica dell'imagery, potrà essere utilizzata prima della gara come momento di concentrazione e di visualizzazione della competizione stessa.
L'obiettivo è rendere questo processo qualcosa di automatico, che non richieda energia sotto forma di informazione. L'automatismo, infatti può condurre con più facilità allo stato di flow.

3. La valutazione del progetto
Come in tutti i progetti è importante valutare la qualità del lavoro svolto.
In questo caso la valutazione deve essere un processo che non deve prescindere dalla relazione tra atleta e lo psicologo. Pretendere una valutazione che avvenga in un momento unico e oggettivo non rappresenta un esame di realtà. Anzi, il processo di valutazione dovrebbe avvenire continuamente, di seduta in seduta, perché questo permette di cogliere appieno l'andamento del lavoro.
La valutazione è quel processo che prevede di aggiornare i progressi, i cambiamenti, l'apprendimento continuo in seduta e in campo. Per esempio il miglioramento della prestazione atletica può non sottostare ad una logica causa-effetto con la preparazione mentale. Probabilmente, potrebbe essere più congruo valutare il lavoro privilegiando le sensazioni e il punto di vista dell'atleta. Il miglioramento nel senso di efficacia dell'atleta può essere sostanziale se non si fa il record! Anche la durata dell'intervento, dunque, anche se è doveroso e professionale stabilire i tempi di un progetto, dovrà essere sempre aperta ad una negoziazione con il nostro atleta.
Questo lavoro può richiedere un tempo variabile. La durata e l'efficacia dell'intervento dipenderà da:

1. il livello di consapevolezza di partenza
2. le abilità, la disponibilità, la creatività dell'individuo
3. il senso di efficacia e la motivazione sperimentate dall'atleta durante il percorso
4. il livello di consapevolezza considerato accettabile
5. i risultati in termini oggettivi
6. la qualità della relazione tra l'atleta e lo psicologo
7. l'autonomia dell'atleta nel gestire ciò che ha appreso e gestire se stesso