Mental Training per biathleti

 



Nel periodo settembre - novembre 2001 ho avuto l'incarico da parte della Federazione Regionale Sport Invernali - sezione Biathlon - , tramite la Libertas Porcia (PN), di condurre un intervento di Mental Training (Preparazione Mentale) per 23 atleti del Friuli Venezia Giulia allo scopo di incrementare le loro performances in gara.
Dato il consistente numero dei partecipanti si è deciso di dividerli in due gruppi, che per comodità chiamerò gruppo 1 e gruppo 2.
Entrambi i gruppi hanno partecipato a 10 interventi, incontrandosi al nono appuntamento per una seduta di verifica in allenamento.
Al termine dell'intervento sono stati esposti i risultati agli atleti, agli allenatori ed anche allo staff dirigenziale: è fondamentale sottolineare che questo intervento non ha precedenti nell'ambito del Biathlon italiano, mentre i collaboratori del nostro Centro lo hanno applicato, sia per gruppi che per singoli atleti, in sport come il ciclismo, il tennis, l'atletica leggera, il basket ed il calcio.
Il procedimento che è stato applicato può essere spiegato in questo modo: il Mental Training è un efficace insieme di strategie che intende aiutare gli atleti ad acquisire ed a mettere in pratica le abilità psico-fisiologiche utili al miglioramento delle prestazioni in allenamento e in gara.
Questo programma è stato messo a punto dalla Scuola Superiore di Psicologia dello Sport dell'A.I.P.S. (Associazione Italiana di Psicologia dello Sport) di Roma, viene ampiamente utilizzato dagli esperti del settore (medici, tecnici e psicologi) ed è stato adattato per le specifiche esigenze del Biathlon.

Il programma si è articolato in 10 settimane, 1 h alla settimana.
Le abilità di base del programma di Mental Training sono:
* rilassamento (Tecnica di distensione)
* abilità di prefiggersi delle mete (Goal setting)
* abilità di immaginazione e di visualizzazione (Imagery)
* gestione dell'energia psico-fisica (Gestione dell'Arousal o Attivazione)
* abilità attentive e concentrazione (Focus interno - esterno)
* gestione delle situazioni stressanti (Individuazione degli stressors)

Durante la conoscenza e la messa in pratica di queste abilità si esaminano insieme :
Le figure dell'allenatore e dello staff dirigenziale, I risultati dei tests, Il ruolo di ciascun atleta nella squadra, La motivazione e l'autostima, Il self - talk (dialogo interno) ,I pensieri e le percezioni individuali e di gruppo, I fattori di distrazione in gara e in allenamento, Lo spirito della Federazione, La competizione e la Risoluzione di problemi (Problem Solving).
Qui di seguito è specificato l'intero programma che è stato seguito dagli atleti, con la costante presenza degli allenatori.

IL PROGRAMMA DEL MENTAL TRAINING
(10 settimane, 1 h alla settimana per tutti gli atleti)

1) Conoscenza degli atleti (scheda anamnestica, Test dell'allenatore, Inventario psicologico della prestazione)
Orientamento iniziale al Mental Training
Rilassamento distensivo ed Imagery generica (sintonizzazione con il corpo)
Scheda dell'area di tensione muscolare
Griglia di partenza dell'Imagery
Punti di forza e punti di debolezza, colloquio preliminare
2) Goal setting (presentazione, prima parte)
Ritiro dei tests e della tabella delle Aree di tensione muscolare
Discussione sui risultati del rilassamento e della visualizzazione
Rilassamento distensivo ed Imagery (sintonizzazione con i mezzi e la pista)
3) Goal setting (obiettivi già raggiunti ed obiettivi a breve termine, seconda parte)
Discussione sui risultati del rilassamento e della visualizzazione
Rilassamento distensivo ed Imagery (sintonizzazione con l'obiettivo)
4) Fattori di distrazione in gara e in allenamento
Ristrutturazione cognitiva sui pensieri distraenti
Rilassamento distensivo ed Imagery (fattori di distrazione)
5) Figura dell'allenatore e comunicazione fra atleti ed allenatore (I)
Ristrutturazione cognitiva (cosa penso dell'allenatore)

OSSERVAZIONE AL POLIGONO

6) Motivazione ed autostima (perchè lo faccio e come mi valuto)
Ristrutturazione cognitiva individuale e di gruppo (cosa penso)
Rilassamento distensivo ed Imagery (sintonizzazione con me stesso)
7) Figura dell'allenatore e comunicazione fra atleti ed allenatore (II)
Risultati dei test sull'allenatore (prima parte)
Ristrutturazione cognitiva (cosa penso dell'allenatore)
8) Abilità attentive (focus interno ed esterno)
Concentrazione sui movimenti e sugli obiettivi
Rilassamento distensivo ed Imagery (cambio di ritmo e cambiamento di focus)
Imagery (modificazione di movimenti)
9) FIVE STEP STRATEGY AL POLIGONO
10) Risultati conclusivi e presentazione della relazione - commenti e riflessioni

La nona seduta viene chiamata Five Step Strategy di Singer, dal nome di uno psicologo dello sport statunitense: egli mise a punto una sequenza strategica divisa in cinque passi da applicare in allenamento all'atleta, a livello individuale.
Ecco le frasi che sono state pronunciate da me accanto all'atleta al Poligono di tiro:

FIVE STEP STRATEGY DI SINGER

1° passo: PREPARAZIONE
Pensa positivamente all'azione che devi compiere
Rilassati, senti il contatto con il terreno, assumi una posizione comoda e corretta
Pensa a come ti sei sentito in precedenti buone prestazioni

2° passo: VISUALIZZAZIONE
Immaginati sparare perfettamente e con risultati ottimi
Visualizza l'azione completa, dall'inizio alla fine

3° passo: CONCENTRAZIONE
Concentrati intensamente sul bersaglio
Elimina tutti i pensieri, svuota la mente e concentrati solo sul tiro

4° passo: ESECUZIONE
Lascia che il movimento avvenga in maniera automatica
Esegui quando ti senti pronto

5° passo: VALUTAZIONE
Analizza i risultati della prestazione e di ogni passo della strategia
In base a quanto rilevato modifica, se necessario, l'esecuzione successiva

TABELLA DEI RISULTATI DELLA FIVE STEP STRATEGY

NOME TEST TIRO 18/11/01 1° FASE M.T. 2° FASE M.T. TOTALE M.T. RISULTATO TEST
% errori Num. err. Num. err. % errori Confronto percentuali
A 8/15 errori 53.3 % 0 0 0 % Miglioramento del 53.3 %
B 8/15 errori 53.3 % 0 0 0 % Miglioramento del 53.3 %
C 12/15 errori 80 % 1 2 30 % Miglioramento del 50.0 %
D 13/15 errori 86.7 % 2 2 40 % Miglioramento del 46.7 %
E 8/15 errori 53.3 % 1 0 10 % Miglioramento del 43.3 %
F 8/15 errori 53.3 % 1 2 30 % Miglioramento del 23.3 %
G 9/15 errori 60 % 2 2 40 % Miglioramento del 20.0 %
H 12/15 errori 80 % 2 4 60 % Miglioramento del 20.0 %
I 4/10 errori 40 % 0 2 20 % Miglioramento del 20.0 %
L 12/15 errori 80 % 3 3 60 % Miglioramento del 20.0 %
M 4/15 errori 26.7 % 1 0 10 % Miglioramento del 16.7 %
N 8/15 errori 53.3 % 2 2 40 % Miglioramento del 13.3 %
O 4/15 errori 26.7 % 1 2 30 % Peggioramento del 3.3 %
P 8/15 errori 53.3 % 2 4 60 % Peggioramento del 6.7 %
Q 10/15 errori 66.7 % 4 4 80 % Peggioramento del 13.3 %
R 2/10 errori 20 % 3 1 40 % Peggioramento del 20.0 %

Dopo il test del 18/11/01, compos t o da corsa e tiro, ai ragazzi è stata proposta individualmente la Five Step Strategy di cui sopra.
La tabella ci illustra le percentuali di errori al tiro, il numero di errori commessi dagli atleti nella prima serie di 5 tiri successiva all'intervento psicologico, il numero di errori commessi nella seconda serie di 5 successiva al secondo intervento, la percentuale totale degli errori effettuati dopo i due interventi ed infine la constatazione di un miglioramento o peggioramento nella percentuale dei tiri.
Ho ritenuto interessante confrontare i dati del test con quelli del tiro dopo gli interventi di Mental Training nonostante le circostanze fossero differenti, poiché questo confronto può rivelarci delle informazioni utili al miglioramento delle performances degli atleti.
Il test di corsa e tiro ha visto gli atleti impegnati in uno sforzo fisico di moderata intensità e in competizione fra loro; erano presenti numerosi fattori distraenti e la pressione di stare conducendo una prova che sarebbe servita da metro di valutazione per gli allenatori e per loro stessi.
Il successivo intervento di Mental Training si è svolto individualmente, in tranquillità e in assenza delle pressioni di cui sopra, ma è anche vero che gli atleti erano affaticati fisicamente per il test appena concluso ed erano mentalmente distratti dai pensieri relativi ai risultati che avevano conseguito.
Fatte queste considerazioni, ci saremmo comunque dovuti trovare davanti ad un miglioramento generale delle percentuali del tiro, ma questo si è pienamente avverato in 12 casi su 16, mentre in 4 casi si è avuto un peggioramento.
I miglioramenti conseguiti vanno dal 13.3% al 53.3%, mentre i peggioramenti vanno dal 3.3% al 20%.
Analizziamo i peggioramenti: O è peggiorato solamente del 3.3%, un valore decisamente basso e statisticamente poco significativo, soprattutto se consideriamo la bassa percentuale di errori ottenuti dall'atleta nel test di corsa e tiro (solo il 26.7%); in buona sostanza possiamo dire che O ha confermato il buon risultato ottenuto nella simulata ripetendosi anche nel test psicologico.
P è peggiorato del 6.7%, anch'esso un valore piuttosto basso che ricalca grossomodo il risultato della simulata (53.3%).
Per quanto riguarda Q la situazione è lievemente diversa: secondo quanto è emerso dagli incontri avuti con l'atleta, ho riscontrato una notevole quantità di pensieri negativi che la influenzano e la distraggono con facilità dal suo compito.
E' probabile che il peggioramento del 13.3% sia dovuto al fatto che Q era ancora coinvolta mentalmente dall'esito sostanzialmente negativo della simulata (66.7%), non riuscendo a trovare la giusta concentrazione per il nostro secondo test.
Concludendo, R è peggiorata del 20%, commettendo 2 errori nella simulata e 4 errori durante il test psicologico: ritengo che la sua capacità attentiva non fosse al meglio nella fase iniziale del nostro test, mentre nella seconda fase ha sviluppato una maggiore concentrazione sul compito, pertanto è stata capace di migliorarsi da 3 errori compiuti nella prima fase ad un solo errore nella seconda.
Possiamo completare questa disamina sottolineando il fatto che questo test ha in generale ottenuto un esito positivo, anche se la sua applicazione si rivela maggiormente efficace se eseguito con una certa frequenza durante gli allenamenti e ripetuto in più fasi nella stessa giornata.
Possiamo trarre delle conclusioni sulle caratteristiche degli atleti partecipanti all'intervento esaminando i risultati complessivi del gruppo 1 e del gruppo 2 nelle principali abilità psicologiche considerate in psicologia dello sport

Atteggiamento Motivazione Energia Visualizzazione Attenzione Stress Autostima
23 %
22.8 %
21.8 %
19.7 %
19.4 %
18.3 %
18.2 %

I due gruppi in generale sono caratterizzati da un atteggiamento (23) molto positivo nei confronti dello sport e dei compagni, supportato da una buona base motivazionale (22.8) e da una carica energetica fisica e psicologica più che soddisfacente (21.8).
I punti sui quali bisogna lavorare maggiormente sono la capacità di visualizzare (19.7), di cui ancora non sono molto pratici, la capacità attentiva (19.4), poiché tendono alla distrazione in gara e in allenamento, la gestione dell'ansia e dello stress (18.3), che risultano essere abbastanza significativi e soprattutto il grado di autostima (18.2), vero problema che accomuna buona parte degli elementi che compongono il gruppo dei 23 biathleti.
Il gruppo 1 si è avvicinato lentamente al Mental Training, prendendo confidenza con i contenuti da me proposti dalla metà delle sedute in poi, mentre nel gruppo 2 il processo si è invertito, suscitando un interesse iniziale che è successivamente calato in maniera progressiva verso il termine del corso

Dott.ssa Marina Gerin Birsa