2° MASTER IN MENTAL TRAINING

 

 

 

 

 

 

OBIETTIVO "TEAM-SPIRIT": RICERCA DI UNA

LEADERSHIP EFFICACE

 

 

 

 

 

 

 

 

Tesina di

TOFFOLI JENNY

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno 2005

 

 

 

 

 

 

 

INDICE:

 

 

 

 

Introduzione …………………………………………………………..pag. 3

 

1 UNA LEADERSHIP EFFICACE IN FUNZIONE DEL

TEAM-SPIRIT: linee generali del nostro progetto di intervento..pag. 4

 

2 REALIZZAZIONE DEL NOSTRO INTERVENTO……………pag. 6

    1. Presentazione alle ginnaste del progetto………………….pag. 6
    2. Somministrazione del test "The leadership scale
    3. for sport"………………………………………………….pag. 7

    4. Scoring dei risultati………………………………………pag. 7
    5. Discussione dei risultati nel nostro "SPAZIO DI

ASCOLTO"………………………………………………pag. 9

 

Bibliografia ……………………………………………………………pag. 11

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE

La mia costante ricerca "del meglio" per le mie allieve/ginnaste, per il soddisfacimento dei loro bisogni, per il raggiungimento dei loro successi mi ha portata a frequentare , insieme ad altri corsi, questo master di psicologia dello sport ed in questo momento mi suggerisce di studiare, confrontandomi con ciò che ho appreso, il modo migliore per proseguire il mio cammino di allenatrice.

Vi parlerò della mia esperienza sul campo, della mia necessità attuale di scegliere con consapevolezza un percorso che sia costruttivo e, non casuale, ma progettato a priori.

Alleno da due anni una squadra di ginnastica artistica del settore promozionale composta da 4 ginnaste di 17 anni e visti i loro miglioramenti la società sportiva, io stessa e l’allenatrice che si occupa del settore agonistico Deborah, abbiamo condiviso ed espresso il desiderio di unire la mia squadra a quella della mia collega composta da 4 ginnaste ex-agoniste di 15 anni. L’intenzione è quindi di rendere unica una realtà che fino ad ora è stata ben distinta; si tratta di mettere insieme ginnaste con livelli di preparazione diversi ed esperienze di allenamento e di gara diverse. La guida spetterà alle allenatrici delle rispettive squadre (io e Deborah) che, INSIEME dovranno condurre la nuova squadra alla condivisione di un obiettivo comune.

Questo studio si prefigge di affrontare il cambiamento ponendosi i seguenti obiettivi:

  1. la ricerca da parte mia e della mia collega di una leadership efficace
  2. la comprensione dei bisogni di ogni ginnasta
  3. la guida della squadra alla coesione e a coltivare la "cultura di squadra"

1 UNA LEADERSHIP EFFICACE IN FUNZIONE DEL TEAM-SPIRIT: linee generali del nostro progetto di intervento

 

"Allenare è guidare insieme persone con diverse esperienze, talenti, interessi, incoraggiarle ad assumere la responsabilità del loro ruolo, portarle ad un continuo miglioramento, considerandosi loro compagni nel proiettarsi verso le stesse mete. Allenare non è memorizzare tecniche o pianificare un perfetto piano di gioco. E’ essere veramente attenti agli individui , credendo in loro, avendone cura, coinvolgendoli totalmente." (Peters & Austin, 1985)

 

 

Il leader deve sapere tutto ciò che si può fare con gli atleti e per gli atleti affinché i bisogni individuali e quelli sociali vengano soddisfatti e affinché si possa creare uniformità di pensiero e di intenti.

Gli ultimi giorni di luglio 2005 durante un incontro con tutte le ginnaste è stata comunicata loro l’intenzione da parte della società e di noi allenatrici di unire le due squadre; la proposta è stata accolta ed approvata dalle ragazze con entusiasmo.

Da questo momento noi allenatrici siamo state investite di una grossa responsabilità, perché tutto sarebbe cambiato.

Ci siamo messe subito al lavoro e procedendo per gradi abbiamo insieme riscontrato la prima necessità , cioè il concetto del "NOI" si sarebbe modificato, esteso allargato in base ai bisogni del nuovo gruppo e noi allenatrici, da dentro il gruppo, dovevamo prepararci ad aiutare efficacemente la riuscita di questo processo in modo di evitare da subito polarizzazione o quant’altro avrebbe potuto nuocere alla vita della squadra.

 

Come ci siamo preparate a questo:

  1. Per quanto riguarda la leadership: c’è stata una prima suddivisione dei ruoli tra me e la mia collega, così che le nostre mansioni fossero ben stabilite. Siamo passate poi ad esaminare i nostri stili di conduzione, somministrando ognuna alle proprie ginnaste il test "The leadership scale for sport" . Abbiamo analizzato separatamente le risposte delle nostre ginnaste per quanto riguarda il primo test, cioè "il mio allenatore …" in modo che noi capissimo , sulla base della percezione del comportamento di noi allenatrici da parte delle nostre atlete, lo stile di conduzione da noi adottato fino a quel momento; Dagli stessi risultati abbiamo potuto anche estrapolare i punti di forza e di debolezza del nostro compiere, rivelazione che per noi è stata veramente importante;
  2. Per quanto riguarda i bisogni del gruppo: per quanto riguarda il 2° test somministrato alle ragazze, cioè " Io preferisco un allenatore che…", la media delle risposte è stata ottenuta mettendo insieme le risposte di tutte le 8 ginnaste, così da comprendere i bisogni sia singoli che comuni del NUOVO gruppo.
  3. Spazio di ascolto: Noi allenatrici abbiamo risposto alle domande del test "Quando alleno io…" , lo abbiamo confrontato con quanto avevano detto di noi le nostre allieve ed in un momento che abbiamo chiamato "SPAZIO DI ASCOLTO" ne abbiamo parlato tutte insieme per poter capire e chiarire insieme i risultati che erano emersi, sia da questo test che da quelli precedenti. Questo è stato un momento importantissimo di confronto in cui io e la mia collega abbiamo voluto trasmettere il valore del mettersi in discussione, di esprimere i nostri bisogni, le emozioni positive ed anche quelle negative. Abbiamo voluto sottolineare il fatto che questo spazio d’ascolto ci avrebbe accompagnate sempre, che sarebbe stato l’ossigeno della nostra unione, del nostro lavorare insieme per un obiettivo comune, che avrebbe dato modo a tutti di esprimersi senza avere paura di farlo, pur nel rispetto reciproco.
    1. REALIZZAZIONE DEL NOSTRO INTERVENTO

 

2.1 Presentazione alle ginnaste del progetto.

Il primo incontro è stato fissato tra noi allenatrici e le ginnaste per spiegare loro i contenuti del progetto, e lo svolgimento dello stesso.

Ho raccontato alla squadra del mio interesse per la psicologia dello sport ed in particolare ho parlato del master in mental training che sto frequentando; ho spiegato alle ragazze i concetti , presi dalla psicologia dello sport, che ho ritenuto importanti sia ai fini della somministrazione del test, sia per permettere a loro di capire a cosa mirava questo lavoro.

E’ stato quindi spiegato il concetto di allenatore/leader dandone una definizione e delineandone i compiti; si è trattato poi il significato di gruppo, di appartenenza, di coesione, per passare poi agli obiettivi del gruppo e infine ai bisogni del gruppo.

A questo punto ho comunicato la nostra intenzione di somministrare loro un test, spiegando cosa significasse rispondere a queste domande e come sarebbero state utilizzate le risposte.

Emerse che:

  1. questo lavoro di conoscenza dei loro bisogni sarebbe servito a noi allenatrici per conoscere la nuova squadra e per trovare insieme il modo per soddisfare i desideri di tutti i suoi membri.
  2. la successiva discussione dei risultati ci avrebbe permesso di confrontarci: ci avrebbe insegnato a pensare insieme ed a comunicare per trovare delle soluzioni comuni e di sentirci vicine nel portare avanti gli stessi obiettivi. Questo sarebbe servito a sentirci "tutte" dentro questa squadra.
    1. Somministrazione del test "The leadership scale for sport"
    2. La somministrazione del test è avvenuta nel corso del successivo incontro; ho spiegato alle ginnaste come procedere ed il lavoro è stato così compiuto, le ginnaste hanno risposto sinceramente e serenamente alle domande dei due test intitolati "il mio allenatore.." e "io preferisco un allenatore che…".

      Insieme a loro anche noi allenatrici abbiamo risposto alle domande del test che spettava a noi compilare, intitolato "Quando alleno io…".

      Durante questo incontro 1 ginnasta era assente, probabilmente questa ginnasta lascerà la palestra.

       

    3. Scoring dei risultati

I risultati sono riportati nelle tabelle A B e C.

I risultati espressi nello scoring si riferiscono :

In tabella i risultati discordanti e quelli che presentano dispersione sono evidenziati.

 

 

 

 

 

 

 

Legenda delle tabelle:

Dispersa: corrisponde a risposta non significativa , controllare il perché!

Disp. al +: risposta dispersa con esito verso Sempre/Spesso

Disp. al -: risposta dispersa con esito verso Raramente/Mai

 

 

 

 

    1. Discussione dei risultati nel nostro "SPAZIO DI ASCOLTO"

 

La discussione finale dei risultati è stata la parte più "bella" dell’intero progetto;

partendo dai dati riportati in Tabella "C" abbiamo preso in esame ogni items soffermandoci soprattutto sulle risposte discordanti; la tabella "C" mette in evidenza le preferenze dell’intera squadra, aspetto sul quale a noi allenatrici interessava maggiormente discutere.

Ci sono stati chiarimenti anche sulle risposte disperse, quasi sempre c’era stata diversità di interpretazione.

Le ragazze hanno partecipato con intelligenza, anche un po’ divertite a volte , nel presentare richieste che noi allenatrici stesse,del resto, avevamo stimolato.

Per noi allenatrici è stato un momento importantissimo, abbiamo sentito una forte sintonia con il gruppo dovuta anche a questo fruire di pensieri e sentimenti che si concretizzavano poi con la voglia di chiarire ogni incomprensione, di andare incontro l’una alle esigenze delle altre.

La discussione ha avuto inizio sul seguente items:

"La mia allenatrice chiede l’opinione degli atleti sulle strategie da seguire per determinate competizioni."

Io e la mia collega abbiamo risposto "raramente" mentre la preferenza espressa dall’intero gruppo è stata che "spesso" avrebbero voluto che l’allenatrice chiedesse la loro opinione sulle strategie da seguire per determinate competizioni.

Le strategie per una competizione di ginnastica artistica promozionale consistono nello stabilire gli attrezzi che ogni membro della squadra porterà in gara e quali elementi eseguirà su ogni attrezzo ; le atlete hanno espresso il desiderio di partecipare alla decisione dichiarando che così si sarebbero sentite più sicure nell’affrontare la gara, e anche più motivate nella performance. Noi allenatrici abbiamo constatato la loro giusta causa.

La discussione è continuata passando in rassegna ogni punto, io e la mia collega abbiamo capito quanto sia importante per le ginnaste essere gratificate, quanto siano felici di parlarci anche della loro vita al di fuori della palestra, ecc.

Abbiamo intitolato questo momento di "chiacchiere" spazio di ascolto, uno spazio dentro al quale ogni membro viene aiutato a riflettere sulle proprie esperienze e dove ognuno porta le proprie esperienze stesse per aiutare l’altro. L’idea è stata quella di definire i nostri rapporti sulla base della fiducia affinché ogni atleta si senta libera di formulare richieste e portare il proprio contributo anche nella formulazione degli obiettivi . In questo modo vorremmo consentire una piena e consapevole espressione delle potenzialità della persona, dell’atleta e del gruppo.

Solo con questi presupposti si può pensare ad essere una squadra.

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

Rainer Martins / Linda A. Bump

PSICOLOGIA DELLO SPORT

Borla, Città di Castello 1991

Grassi A. / Ivancich M. / Rinaldi A.

"VOCI DAL PARQUET"

Selekta, Udine 2002

2° Master in Metal Training e Psicologia dello Sport

Cervignano del Friuli 2005

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