NoDoping: un progetto educativo per salvare lo sport

 

Il Progetto NODOPING nasce nella stagione 1999-2000 dalla collaborazione con:

La Provincia di Udine,

Il Provveditorato agli Studi di Udine,

La Federazione Medico Sportiva Regionale del Friuli Venezia Giulia,

Il Centro di Medicina dello Sport di Udine ed

Il Centro Regionale di Psicologia dello Sport del Friuli Venezia Giulia.

Abbiamo iniziato la nostra attività educativa nel novembre 2000 e abbiamo continuato per tutto il 2002 a portare avanti questa iniziativa nelle scuole superiori di tutta la Provincia di Udine.

Abbiamo sentito l'esigenza di proporre un progetto di questa portata, che coinvolge circa 5.000 studenti e decine di Docenti e Presidi, per cercare di capire ed affrontare il fenomeno del Doping sia dal punto di vista medico che da quello psicologico.

La "cultura del Doping" va combattuta, smontata con i fatti e gli esempi, trasformata in una "cultura della Salute e del Benessere psicofisico" attraverso un intervento che non preveda solo un momento di informazione ma che trovi la sua forza concreta nel confronto con i giovani studenti, con le loro idee, con il loro atteggiamento mentale.

Ma vediamo qual è il modus operandum del progetto:

MODALITA' OPERATIVE:

Target delle conferenze: studenti delle classi III, IV e V delle Scuole medie superiori della provincia di Udine

Obiettivo: Sensibilizzare i ragazzi al problema attraverso l’approccio medico e quello psicologico

Relatori: due, un medico ed una psicologa.

Attualmente l'equipe è composta da:

Dott. Adriano Bergantin, Medico dello sport, Direttore del Centro di medicina dello sport di Udine

Dott. Aldo Passelli, Medico dello sport, Medico sociale dell'Udinese Calcio

Dott. Stefano De Carli, Medico internista

Dott.ssa Livia Aita, Medico dello sport

Dott.ssa Marina Gerin Birsa, Psicologa dello sport

Dott.ssa Cristina Bagolin, Psicologa clinica e di comunità

Si inizia con una introduzione entrando nel campo medico nella prima mezz’ora e poi si affrontano gli aspetti psicologici del doping attraverso diapositive, lucidi, grafici e dati concreti.

Nella seconda parte dell'intervento i ragazzi hanno la possibilità di esprimere i loro pareri: si dividono gli studenti in gruppi-classe autogestiti, muniti di un paio di lucidi e di un pennarello, si nominano fra loro il verbalista e il conduttore della discussione e si propongono alcune domande significative sulla loro conoscenza in materia; avranno un’ora di tempo per buttar giù alcuni punti riassuntivi su cui poter discutere insieme prima fra loro e poi con i relatori ed il resto degli studenti.

L’ultima ora è dedicata alla discussione dei lavori prodotti dagli studenti.

Durata della conferenza : 3 h circa.

La conferenza è volutamente interattiva ed è mirata ad informare ma anche a far acquisire consapevolezza agli studenti attraverso la loro attiva partecipazione.

Oltre ai cicli di Conferenze il progetto Nodoping si articola in altri aspetti: innanzitutto le classi III avranno la possibilità di assistere ad un secondo ciclo di Conferenze nella fase finale dell'intervento.

Una volta diventate classi V, dopo due anni, fungeranno infatti da gruppo di controllo del progetto, fornendoci la testimonianza diretta dell'utilità o meno del nostro lavoro.

Capiremo dalle loro stesse parole se siamo stati efficaci nella trasmissione dei nostri contenuti informativi ed educativi oppure se il nostro intervento è servito a ben poco.

Una seconda iniziativa molto importante è la compilazione del seguente questionario, che avviene prima dell'inizio della Conferenza; i dati che ne ricaviamo saranno elaborati statisticamente e ci forniranno nuovi elementi conoscitivi sulla problematica.

Ecco le domande del questionario: ho omesso gli items di risposta per non influenzare la ricerca.

DOPING E SPORT - QUESTIONARIO

CHE COS'E' PER TE IL DOPING?

QUALI DI QUESTE SOSTANZE SONO "DOPANTI"?

ASSUMERESTI SOSTANZE VIETATE (dopanti) CON LA CERTEZZA CHE NON TI RECHINO ALCUN DANNO?

PERCHE' LE SOSTANZE DOPANTI SONO VIETATE NELLO SPORT?

QUALI DI QUESTE AFFERMAZIONI SUI FARMACI "DOPANTI" SONO VERE?

ASPETTI PSICOLOGICI

COSA RITIENI SIA PIU' CORRETTO FARE SE UN ATLETA E' RISULTATO POSITIVO AL DOPING?

Concludo questo mio intervento esponendo Il punto di vista psicologico che normalmente affronto durante le Conferenze:

Vogliamo iniziare parlando di INTEGRITA' FISICA E PSICOLOGICA dell'atleta perché desideriamo considerare l'atleta in tutti i suoi ambiti, nel suo essere uomo e nel suo essere una persona che fa agonismo. La psicologia dello sport si occupa del problema del Doping perché le sostanze dopanti possono procurare all'atleta notevoli ripercussioni a livello psicologico, comportamentale, relazionale e motivazionale non solo quando è in un periodo di piena attività ma anche dopo il momento agonistico, vale a dire dopo la fine della carriera.

Quali sono le motivazioni per cui un atleta fa uso di doping?

Si possono indicare 3 categorie di motivazioni che inducono gli atleti all'uso di sostanze dopanti:

aumento dell'energia e dell'attivazione, controllo del peso;

come le Federazioni, lo staff, gli sponsors, gli stessi parenti.

Le sostanze considerate doping alterano la personalità di un atleta?

E' provato da molti studi che le sostanze dopanti alterano la personalità di un atleta, a seconda del tipo di sostanza avremo degli effetti particolari e caratteristici. L'uso degli steroidi ad esempio possono produrre un innalzamento della fiducia in sé, sulle motivazioni di gara, miglioramento della memoria e della concentrazione, ma soprattutto incremento dell'aggressività e dell'irritabilità, sbalzi di umore, insonnia, attacchi di panico, scatti d'ira incontrollata, depressione, pensieri paranoici, comportamenti psicotici e vari disturbi della personalità. Anfetamina e cocaina in particolare esaltano lo stato di vigilanza, accrescono l'attenzione e riducono il bisogno di sonno; ben presto però aumentano l'aggressività e la competitività che possono sfociare in stati di agitazione psicomotoria e irritabilità. Sopprimono inoltre momentaneamente la sensazione di stanchezza portando perciò spesso l'atleta allo stato di esaurimento, modificandone la capacità di giudizio critico con la possibilità di provocare incidentinella pratica di alcuni sport (ad esempio sport motoristici).

Si può creare una dipendenza sia fisica che psicologica dall'utilizzo di queste sostanze proibite?

Ad esempio nel caso di utilizzazione di dosi elevate di stimolanti, soprattutto di amfetamine, si possono presentare psicosi, allucinazioni e notevoli effetti di dipendenza psicologica. Molti atleti ricorrono nell'errore di pensare che il loro miglioramento e le loro prestazioni siano incrementate dall'utilizzo di queste sostanze, al punto che si crea una dipendenza psicologica tale da indurli a non poterne più fare a meno. Queste persone perdono di vista l'importanza fondamentale dell'allenamento.Il loro vero scopo diventa quello di battere l'avversario ad ogni costo e con ogni mezzo; il loro fine quello di vivere per la gara, di trasformarla nell'unica ragione di riscatto dalle proprie angosce della vita quotidiana, nel loro unico sfogo.

Perché e come dobbiamo lottare contro il doping ?

Dobbiamo lottare contro il fenomeno del doping attraverso due strade: quella della repressione attraverso controlli e sanzioni e quella della prevenzione attraverso il controllo medico, biologico ed una nuova cultura educativa medico- psicologica massiccia, costante e capillare mirante a rendere noti a tutti vantaggi e svantaggi dell'assunzione di sostanze doping.

Per informazioni rivolgersi al Centro di Medicina dello Sport di Udine, Piazzale Argentina, Stadio Friuli, UDINE, Tel. 0432 400570 o visitare il sito web http://www.nodoping.it

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