Antonina Costa

Dal fitness al wellness.

L’aggiornamento come Master di approfondimento dei contenuti della professionalità è esigenza di colui che curi la propria attività attraverso le novità della ricerca e l’approfondimento delle tematiche professionali.

Il Master on-line ha contribuito ad appagare quest’ istanza e, utilizzando la tecnologia on-line, mi ha permesso di elaborare riflessioni e confermare intuizioni di fruibilità dei notevoli contenuti scientifici dell’aggiornamento.

Quando lo psicologo dello sport è chiamato dall’allenatore di un club o di una squadra, dallo staff dirigenziale o da un singolo atleta, oltre alla conoscenza delle tecniche e dello sport praticato, è necessaria la conoscenza delle motivazioni per cui è richiesta la sua presenza (una poco felice posizione in classifica, difficoltà di concentrazione ed attenzione, rilevanti sintomi di ansia e stress, problemi di relazione con l’allenatore, necessità di completare l’allenamento fisico con l’allenamento mentale).

Lo psicologo sarà a conoscenza del Mental training (le diverse tecniche di rilassamento, visualizzazione, individuazione delle aree di tensione, goal-setting degli obiettivi da raggiungere, tecniche di concentrazione, performances, valutazione, non trascurando l’aspetto motivazionale in termini tecnici ed operativi specifici).

Molto importante per gli interventi dello psicologo dello sport è la conoscenza di termini come "arousal", ansia cognitiva e somatica, stress in relazione alla prestazione e i relativi strumenti di misurazione (STAI-X1/STAI-X2, questionari delle scuse) allo scopo di interventi mirati al raggiungimento di uno stato di "flow" (misurabile con la Flow State Scale di Jackson & Marsh [1996], nella traduzione italiana di Muzio, Nitro e Crosta [1998]) che consente la "Peach performance"(Garfield e Bennet, 1984) e le sue condizioni psicofisiche ottimali (rilassamento mentale, rilassamento fisico, fiducia ed ottimismo, focalizzazione nel presente, livello di energia psicofisica, consapevolezza intesa come attenzione al proprio corpo e all’ambiente, controllo della situazione, senso di isolamento).

Conoscendo gli aspetti teorici dell’attenzione secondo la teoria di Nideffer può intervenire adeguatamente sulle abilità attentive mediante rilassamento e sintonizzazione con il corpo, visualizzazione del focus attentivo con l’ausilio della Five Step Strategy di Singer (preparazione, visualizzazione, concretezza, esecuzione, valutazione).

Per il controllo delle emozioni di un atleta è utile fare ricorso alla metodologia e all’argomentazione delle Emotional Profiling e del Modello IZOF di Yuri L. Hanin e utilizzare l’inventario psicologico della prestazione che misura autostima, arousal, attenzione, Immagery, motivazione, energia, atteggiamenti.

Molto utili allo psicologo dello sport l’uso di test specifici:

The leadership scale for sport;

l’inventario psicologico della prestazione;

il CBA sport;

l’IBQ Illness Behaviour Questionnaire;

il POMS-Profile of Mood State

allo scopo di apprendimento di tematiche e settori specifici dell’intervento.

Un fenomeno molto importante sul quale riflettere per intervenire adeguatamente nello sport giovanile è il "campionismo" che i mass media esaltono diffondendo l’idea che l’unico obiettivo della gara sia vincere anziché giocare bene, migliorando la propria prestazione, gioire dei propri progressi tecnici ma anche sociali, supportando le proprie doti fisiche con caratteristiche psicologiche di impegno, di responsabilità, di equilibrio emozionale crescente.

Utilissimo l’intervento sulla tipologia del genitore (che non interviene, invadente, supponente) e nel momento particolare del passaggio di categoria. Tutto questo prepara e garantisce l’integrità fisica e psicologica dell’atleta, allontanando il rischio del doping nelle sue cause psicofisiologiche, emotive e sociali.

Tema di grande attualità nella nostra società plurietnica è l’integrazione che va sollecitata con metodo, intelligenza, autoironia, apertura mentale, intervenendo con strumenti di conoscenza.

Una delle tematiche che coinvolge lo psicologo dello sport è quella dei disturbi alimentari (anoressia e bulimia). Spesso la palestra o il club vengono vissuti come strumenti di intervento per il dimagrimento e la diminuzione dell’indice di massa corporea, in soggetti già spesso vittime di patologie alimentari. In nome della psicologia del benessere, lo psicologo deve essere in grado di riconoscere le caratteristiche diagnostiche, le manifestazione e i disturbi associati, i reperti di laboratorio, le diagnosi differenziali, l’eziologia e le strategie di intervento in relazione all’età dei soggetti, dell’ambiente familiare, distinguendo i bisogni: psicoterapia di gruppo, terapia della famiglia, psicoanalisi, terapia cognitivo-comportamentale o training motivazionale per cogliere gli stressors situazionali, le risposte fisiche, le risposte mentali, l’analisi del comportamento, dopo avere colto le cause sottostanti in vista di obiettivi a breve, media e lunga scadenza fino a rafforzare l’assertività e il pensiero positivo.

Anche in casi di infortunio sarà utilissimo per lo psicologo il MacGill Pain Questionnaire di Maioni-Sanavio [1984] allo scopo di quantificare la dimensione sensoriale, affettiva e valutativa del dolore e procedere agli interventi psicoriabilitativi per i quali può determinarsi utilissimo un Training Musicoterapico.

La psicologia dello sport, settore della psicologia applicata che studia il comportamento umano prima durante e dopo l’attività sportiva in relazione alla personalità, alla motivazione, ai livelli d’ansia e di aggressività, alle dinamiche di gruppo negli sports di squadra in America ha messo a punto un test per la misurazione dell’ansia preagonistica: Sport Competition Anxiety Test di R. Martens, la cui taratura italiana è stata da me curata, in "Formazione Psichiatrica"-Quaderno n.13 [1990] e Psicologia dello sport - manuale per gli allenatori di Rainer Martens/Linda A. Bump da me curato e introdotto nella traduzione italiana per la collana "Scienze e Sport" di Borla [1991].

Dall’obiettivo del fitness, buone condizioni di forma fisica, buona forma, buona salute per compiere una prestazione ottimale , oggi l’orizzonte della psicologia dello sport si dilata al Wellness, come ottimale stile di vita, benessere interiore che migliora generalmente la qualità dell’esistenza. Gli ambiti di intervento vanno dal training alimentare, al programma antidoping, al Corporate Wellness, alla gestione dello stress, al Pain behaviour, l’Illness behaviour. Oggi i principi e le strategie di intervento della psicologia dello sport sono applicate ad altre realtà: l’azienda, la scuola, le strutture per anziani, il termalismo nella visione di un rinnovamento e riequilibrio del corpo e della mente unitariamente.

L’obiettivo della felicità intesa "come fenomeno psichico connesso a condizioni di fatto complessivo e transitorio dalle quali dipende la sua caducità"(U. Galimberti, Dizionario di Psicologia,"2006), ma anche come sentimento collettivo di natura sociale e culturale, originato dall’equilibrio tra desiderio e realtà, orizzonte generalizzato della Psicologia, è oggi lo spazio di azione della psicologia dello sport, dopo gli iniziali interventi in ambito specifico quali la palestra e il campo sportivo, oppure rivolti all’abilità dell’allenatore, alla sua relazione tra l’atleta e la squadra nel quadro complesso di ricerche neurofisiologiche, biochimiche sulle attività muscolari, al fitness, alla psicologia del benessere.

Nella socièta che, in ogni tempo e in ogni luogo, ha come obiettivo la ricerca della felicità essa nel nostro tempo si localizza nella beauty-farm che turismo, associazioni ecologiche e naturalistiche propagandano come agenzie del benessere, dando luogo al rischio che la cura del corpo possa prevalere sulla cura dell’anima e i bisogni di apparenza, insieme alla medicina estetica, alimentano il sogno dell’eterna giovinezza.

Lo psicologo dello sport nel suo intervento può ripristinare il significato più profondo del welness con interventi di contenuto più complessivo, di tipo affettivo, cognitivo, creativo, di contenuto sociale per relazioni sociali positive, di reciproco riconoscimento di appartenenza a confronto dell’angosciosa ricerca di felicità come forma fisica o vistoso benessere economico.

Le grandi vittorie sportive non sono mai state una questione di forma fisica, ma dello stato mentale degli atleti così come accade per tutte le ricerche di bellezza e di felicità.

In campi d’intervento tradizionali o innovativi il compito dello psicologo dello sport ha come obiettivo la promozione dell’autostima e dell’autoefficacia, il processo di formulazione di proposte- azione e valutazione della realtà.

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