Progetto Mental Wellness : settore di intervento psicologico

INTRODUZIONE

1 - IL BURN-OUT

Al personale che opera nei servizi socio-sanitari viene spesso richiesto di passare un tempo considerevole in intenso coinvolgimento con altre persone.

L’interazione tra operatore e utente è inoltre frequentemente centrata sui problemi contingenti di questo - di tipo psicologico, sociale o fisico- ed è perciò spesso gravata da sensazioni di ansia, imbarazzo, paura o disperazione.

La situazione può diventare ambigua e frustrante e e lo stress cronico può logorare emotivamente l’operatore e condurlo al Burn-Out.

Questo viene defininito in letteratura come una sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e di ridotta realizzazione personale: dunque uno stato di malessere e di disagio che consegue ad una situazione lavorativa percepita come stressante e che conduce gli operatori a divenire apatici, cinici con i pazienti, indifferenti, sedentari, tendenti ad un’obesità di livello lieve e medio, demotivati e distaccati dall’ambiente di lavoro.

In casi estremi questa sindrome può comportare gravi danni psicopatologici per l’individuo come insonnia, problemi coniugali o familiari, incremento nell’uso dell’alcol, fumo o dei farmaci, maggiore ospedalizzazione e deteriora la qualità delle cure o del servizio prestato dagli operatori, provocando assenteismo e alto turnover.

2 – LA COMUNICAZIONE SUI VARI LIVELLI

Un progetto di psicologia della salute e di Corporate Wellness non può prescindere dalle esigenze che l’ambiente socio-sanitario presenta in materia di comunicazione e di relazione esistenti fra i vari membri dei reparti e fra operatori ed utenti dei servizi.

I rapporti fra colleghi a volte sono difficili da gestire, probabilmente a causa delle considerevoli pressioni psicologiche di responsabilità che gravitano nell’ambito sanitario, quindi i fraintendimenti, le inimicizie, le indifferenze sono all’ordine del giorno e creano un clima di tensione nel quale la qualità del lavoro necessariamente scade.

Anche nel rapporto con i pazienti, come si faceva presente prima a proposito del Burn-Out, ci vuole calma, tranquillità, pazienza e tempo per spiegare, seguire, prendersi cura e spesso le circostanze non sono favorevoli per l’instaurarsi di questa sana comunicazione; si finisce con l’essere sbrigativi, frettolosi, a volte sgarbati per mancanza di tempo oppure semplicemente perché non si sa come affrontare al meglio la situazione (comunicazioni di operazioni complesse, gravi malattie, decessi ai pazienti o ai parenti dei pazienti).

Altri disagi che possono portare ad ansia, stress e nervosismo possono nascere dai rapporti fra superiori e subalterni.

 

3 – CONDIZIONI DI LAVORO

Studi sugli operatori socio-sanitari hanno rilevato che il lavoro influenza i pattern comportamentali messi in atto al di fuori del contesto lavorativo.

Gli sforzi individuali attuati per controllare i fattori di rischio vengono vanificati da aspetti del lavoro stesso.

E’ probabile che gli operatori sottoposti ad elevati livelli di stress utilizzino il fumo di sigaretta come mezzo per affrontare lo stress; i turni degli operatori in genere sono lunghi e la tabella giornaliera di lavoro può anche essere divisa tra prima mattina e tardo pomeriggio, poi ci sono i turni di notte che sfasano i ritmi circadiani ecc.

Durante il tempo di lavoro in genere non ci sono pause programmate per i pasti e brevi tempi di riposo vengono effettuati solo se non avvengono inconvenienti in corsia, casi urgenti e cose di questo genere.

E’ evidente che l’esercizio fisico e l’alimentazione possone essere influenzati dalla configurazione di questa situazione; oltre a ciò i fattori ergonomici, quali una postura costrittiva da parte di un settore degli operatori e una limitata attività fisica concorrono all'emergenza dei disturbi muscolo-scheletrici.

ELABORAZIONE DEGLI INTERVENTI PSICOLOGICI E PSICO-FISIOLOGICI DA ATTUARE

VALUTAZIONE PSICOFISICA DELL’OPERATORE SOCIO-SANITARIO

Questa proposta di intervento parte dalla valutazione dei fattori di rischio, sintomi e condizioni psicofisiche, del grado di Burn-Out e, se necessario, di altri costrutti psicologici quali l’ansia, la depressione, il grado di stress e i disturbi alimentari (anoressia, bulimia, obesità lieve e media) attraverso:

Questa fase diagnostica ci permetterà di tracciare un profilo psicologico dell’operatore e delle sue esigenze, nonché di elaborare un piano di intervento.

Tempo stimato: 1 – 2 incontri di un’ora circa.

COLLOQUI INDIVIDUALI DI SOSTEGNO

Sono indicati per gli operatori per i quali è stato individuato un particolare disagio psicologico da affrontare a livello individuale.

Tempo stimato: 10 – 15 colloqui di un’ora.

TRAINING ALIMENTARE

Nel trattamento cognitivo-comportamentale dei disturbi alimentari la perdita di peso o la regolazione del comportamento alimentare avviene con la messa in atto di un training alimentare che ha come obiettivi quelli di modificare le abitudini alimentari e di consumo del cibo e di intervenire sugli aspetti cognitivi che lo regolano.

Il trattamento psicologico si intende di complemento al controllo medico dietologico, di incontri di educazione nutrizionale e di esercizio fisico.

Questo intervento è composto da più fasi: autoregistrazioni, autorinforzamento, assertività, ristrutturazione cognitiva, controllo dello stimolo, rilassamento, coping (autoistruzioni, dilazione della risposta, comportamento incompatibile).

Tempo stimato: 10 sedute di gruppo di un’ora e mezza.

PROGRAMMI PER SMETTERE DI FUMARE, RIDURRE IL CONSUMO DI ALCOL E FARMACI

Sono interventi di gruppo mirati alla sensibilizzazione del consumo smodato o inadeguato di fumo, alcol e farmaci.

Tempo stimato per il programma antifumo: 5 serate consecutive di due ore.

Tempo stimato per il programma di abuso di alcol e sostanze farmaceutiche: 3 incontri settimanali per uno, due mesi.

TECNICHE DI RILASSAMENTO E DI VISUALIZZAZIONE DI GRUPPO

Sono tecniche consigliate per ridurre lo stress ed i sintomi del Burn – Out.

Tempo stimato: 10 sedute settimanali di un’ora e mezza.

GRUPPI DI DISCUSSIONE GUIDATA PER OPERATORI

Sono gruppi di sostegno per i problemi di relazione e di comunicazione: durante questi spazi di parola si dà l’opportunità agli operatori di chiarire le loro posizioni, sfogarsi ed apprendere strategie di coping, problem- solving e decision-making.

Tempo stimato: 10 – 15 incontri di un’ora e mezza.

ESERCIZIO FISICO E SUPPORTO DEL DIETOLOGO

BIBLIOGRAFIA

ed evolutiva", Catalogo 1999, Organizzazioni speciali, Firenze.

Franco Angeli Editore, 1994.

organizzato dalla rivista Riza Psicosomatica ( Milano, 5 - 6 novembre 1994 ).

- Corso di Training Autogeno secondo la tecnica di Schultz, Dott. Polsinelli

( Padova, marzo - maggio 1995 ).

Immaginativa, Dott.ssa Mognon, c/o l’Ente Psy.Medica ( Padova, marzo – giugno

1994 ).

- " Cinque serate per smettere di fumare ", Ser.T. A.S.S. Nr. 5

( Palmanova, 26 - 30 maggio 1997 ).

droga-correlati e complessi, Gruppo Operativo Alcologia Ser.T. A.S.S. Nr. 4

"Medio Friuli" ( Udine, 17 - 22 marzo 1997 ).

 

Dott.ssa Marina Gerin Birsa

Psicologa ad indirizzo clinico e di comunità

 

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