"Natura non facit saltus"

(Leibnitz)

 

SPORT E NATURA

 

 

"Sport e natura" evoca in me l’immagine della finale dei 200 m di Roma 60’: lo sparo dello starter e

il conseguente alzarsi in volo sopra la pista di decine di bianche colombe, la splendida curva

effettuata da Berruti verso l’oro olimpico….

Ogni attività sportiva entra in relazione con l’ambiente circostante, sia esso agreste oppure urbano,

vi può essere l’infinito silenzio di un deserto oppure l’assordante presenza di una folla di spettatori,

la caratterizzante presenza di un elemento naturale oppure la pedana di un palazzetto dello sport .

Antonelli e Salvini nella loro opera "Psicologia dello sport" (1978) nominano sei volte il termine

"natura" per esempio in un caso a proposito dell’aggressività dell’atleta verso l’elemento naturale e

vengono menzionati,la montagna da scalare e l’attrezzo sportivo e in un altro caso per l’amore che

si evidenzia in un godimento estetico della realtà esterna.

Porro (2001) considera "l’ambiente e/o natura, una delle cinque parole chiave con cui lo sport

racconta se stesso" e analizza la relazione-opposizione tra movimento sportivo e cultura ecologica.

Si può cogliere nello sport e nell’ambiente che lo circonda la metafora della vita sociale, la visione

esistenziale dell’uomo di un particolare periodo storico, le sue credenze, a volte le contraddizioni

le ambiguità o le complementarietà per esempio tra una tendenza sociale che si sta affermando e le

rielaborazioni personali che rilanciano ulteriori possibili trasformazioni e risposte a nuovi bisogni.

Nel corso del tempo natura e attività sportiva hanno intrecciato la loro relazione in modo diverso.

Nei giochi di Olimpia e nelle altre città greche dove venivano svolte gare, l’evento naturale era

legato al sacro , non venivano limitati gli effetti e come conseguenza le competizioni erano

influenzate dagli eventi atmosferici che potevano favorire uno o l’altro atleta.

Il vento per esempio era considerato un fatto temporaneo favorevole o sfavorevole e il vincitore

era degno della vittoria proprio perchè favorito in quel momento dalla divinità.

In quel tempo le gare terminavano al tramonto e non esisteva il record, prodotto dell’era industriale,

valore numerico produttivo, oggettivamente misurabile, ma solo la vittoria.

Con l’eclisse del sacro,gli sport moderni entrano in rapporto con la natura in modo diverso, da un

lato rendendosi autonomi o dall’altro cercando di utilizzare maggiormente l’elemento naturale o

sfruttandolo.

Può essere utile prendere in considerazione seppure brevemente tre sport molto diversi fra loro il

basket, il golf e lo skateboard, ..

La pallacanestro nasce potremmo dire adiacente alla natura : la sua origine è dovuta alla creatività

di un insegnante di educazione fisica dell’Ontario per preservare i ragazzi dalla noia della

ginnastica in palestra e dalla pioggia e dal freddo esterno.

Questo sport prenderà nel tempo il sopravvento sul baseball, legato ad una divisione rigida delle

mansioni e quindi meno appetibile; se il baseball è la vecchia fabbrica operosa e ripetitiva e

paradossalmente più vicina alla natura per la sua ciclicità , la squadra di basket è la trade company,

che deve continuamente aggiornarsi e modificarsi tatticamente per essere competitiva sul cosiddetto

libero mercato.

Il basket è giocato in ambienti artificiali e trova negli stadi coperti i propri templi, ma a livello

quasi di lisoir troviamo campi di basket nei parchi e nei luoghi dove elementi artistici

natura e sport si rincontrano felicemente.

Tra gli sport comunemente considerati vicino alla natura vi è il golf, dove è necessario un focus

attentivo molto forte per gli elementi naturali e soprattutto un attività di

"problem solving" non indifferente per scegliere il bastone adatto alla situazione ambientale.

I praticanti a livello amatoriale sottolineano spesso il godimento

estetico in contrasto però coi naturalisti, che percepiscono in diversi campi da golf una natura

artefatta.

Il rapporto col mondo dell’ecologia non è facile: gli ecologisti contrastano l’incremento

del numero dei campi da golf, in quanto la manutenzione dei campi è abbinata all’uso di sostanze

chimiche inquinanti.

Rispetto al golf lo skateboard nasce invece in un ambiente fisico molto diverso: "l’acrobata della

tavola" entra in un rapporto gioco-conflitto con le barriere della città, muretti , marciapiedi,

scalinate; la classe sociale è diversa, siamo agli antipodi della alta e/o ricca borghesia,

del golf, a volte gli skaters sono dei graffitari , portano i pantaloni bassi, sono

soprattutto adolescenti e giovani adulti.

Può essere considerato uno sport alla stato nascente in quanto l’anno scorso si è svolto

un campionato italiano in una località sul lago di Garda e quest’anno ci sarà una competizione

per gli skaters di Roma. Il futuro di questo sport dipenderà da quanto l’agonismo e i conseguenti

regolamenti mitigheranno la vocazione "libertaria" di questa attività.

E’ significativo il fatto che gli skaters fanno le loro acrobazie anche dopo avere effettuato la loro

gara, per altro molto impegnativa.

In Italia molti Comuni stanno realizzando, intuendo anche le potenzialità di prevenzione del disagio

giovanile, skate-park in zone periferiche alle città all’interno di

parchi e giardini, siamo di fronte quindi a un cambiamento rispetto alle origini urbane.

 

Dott. Cecilio Semenza

sociologo

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