LA FIVE–STEP STRATEGY ADATTATA AL SERVIZIO NEL GIOCO DEL TENNIS

Di Georgia Romano

Il servizio nel gioco del tennis è un’attività closed skill in cui l’ambiente è relativamente stabile e l’atleta ha un certo tempo per prepararsi ad eseguire una prestazione il più possibile conforme ad un modello ideale; ciò lo differenzia dalle altre azioni presenti nel gioco del tennis che sono open skill, nelle quali il soggetto deve rispondere rapidamente e in modo appropriato a situazioni costantemente mutevoli (sport di situazione). L’obiettivo che si vuole conseguire con l’utilizzo della Five-Step Strategy è quello di migliorare la consapevolezza corporea, incrementare l’abilità di controllare immagini, pensieri , attenzione, arousal, stress e enfatizzare l’importanza del recupero delle sensazioni di peak performance, derivanti da precedenti esperienze sportive di successo.

La Five-step Strategy è stata elaborata da Robert N. Singer per l’apprendimento delle closed skill. Accanto all’acquisizione e alla padronanza di conoscenze e abilità tecniche inerenti la singola disciplina sportiva, Singer sottolinea l’importanza dell’apprendimento di strategie per rendere più rapidi ed efficaci i processi di apprendimento ed esecuzione motoria. Per strategia si può intendere il modo in cui il soggetto seleziona, organizza, elabora e integra nuove esperienze e conoscenze. Una strategia appropriata, permettendo un’organizzazione ottimale dei processi cognitivi, favorisce l’acquisizione e la ritenzione di informazioni e abilità, l’identificazione e la comprensione dell’errore, la generalizzazione delle conoscenze a situazioni simili e, in definitiva, una sempre maggiore autonomia esecutiva.

La Five-step Strategy si sviluppa in cinque passi (sottostrategie) da svolgere una dopo l’altra in ordine sequenziale:

Primo passo: PREPARAZIONE

Un obiettivo importante iniziale è il miglioramento della consapevolezza corporea, che può essere ottenuto prestando attenzione alle sensazioni somatiche importanti per le attività sportive. Un’adeguata consapevolezza corporea e motoria aiuta l’atleta ad eseguire correttamente, in quanto facilita il conseguimento di condizioni preparatorie ottimali per svolgere il compito e il controllo dei segnali corporei in fase esecutiva. Aiuta anche a modulare il livello di attivazione psico-fisiologica (arousal) in conformità alle richieste della prestazione sportiva. L’esecuzione motoria ottimale si situa a livelli intermedi di arousal (Legge di Yerkes Dodson, o ipotesi della U inversa), variabili in funzione del compito e delle caratteristiche dell’atleta: considerando che il servizio nel tennis è una prestazione dispendiosa sotto il profilo energetico (potenza: in un buon servizio tra giocatori professionisti la velocità della pallina supera i 170 km/h), ma che richiede anche un’elevata precisione, si può affermare che viene svolto più accuratamente con livelli di arousal intermedi.

Per il servizio nel tennis, nella fase di preparazione le esercitazioni sono finalizzate a:

a) rilevare sensazioni derivanti da vari distretti corporei in fase preparatoria;

b) rilevare sensazioni provenienti dal contatto dei piedi con la superficie e dal contatto delle mani con la racchetta e con la pallina;

c) percepire e controllare il respiro (la frequenza della respirazione toracica e diaframmatrica con gli aspetti di aumento o decremento dell’arousal ad essa connessa)

d) percepire il battito cardiaco

Le sensazioni somatiche si rilevano facilmente rivolgendo semplicemente l’attenzione ai distretti corporei in posizione preparatoria (inventario corporeo), agendo sui diversi analizzatori sensoriali: analizzatore cinestetico, analizzatore tattile, analizzatore visivo, analizzatore uditivo. Attraverso questa procedura sono attivati singolarmente o in combinazione tra loro gli analizzatori sensoriali coinvolti nel servizio del tennis.

Per percepire il battito cardiaco e controllare il respiro sono molto utili esercizi respiratori (quali ispirazioni e espirazioni forzate), rivolgendo l’attenzione sui movimenti del torace e del diaframma.

Per conseguire una stato preparatorio ottimale, infine, si chiede all’atleta di recuperare, in maniera dettagliata, le sensazioni derivanti da una precedente prestazione ideale (peak performance).

Secondo passo: VISUALIZZAZIONE

In questa fase si richiede al soggetto di formare immagini sia esterne sia interne: nelle prime l’atleta è invitato a vedere il proprio corpo o sue parti da varie prospettive come attraverso una cinepresa, anche spostando l’angolo di visuale e zummando, mentre nelle seconde la prospettiva è interna. Relativamente alla velocità dell’azione rappresentata mentalmente, essa dovrebbe quanto più possibile coincidere con l’esecuzione reale, anche se in alcune fasi del perfezionamento del gesto o della correzione dell’errore può essere utile rallentare momentaneamente l’azione. Gradualmente si arriva alla visualizzazione dell’azione da una prospettiva interna, da "dentro", recuperando così più facilmente le sensazioni cinestesiche del movimento. L’immaginazione interna consente di anticipare più volte il gesto corretto in maniera multisensoriale (visiva e cinestetica, in particolare, ma anche tattile e uditiva), collegando la sensazione corporea alla visualizzazione.

Terzo passo: CONCENTRAZIONE

La capacità di dirigere e mantenere l’attenzione sugli elementi importanti della prestazione, escludendo stimoli esterni e/o interni ininfluenti o di disturbo, è giustamente considerata una delle abilità mentali di primaria importanza. Dopo la preparazione e l’immaginazione, nel terzo passo si richiede di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti rilevanti del compito.

Al momento della preparazione, il tennista può rivolgere l’attenzione sul proprio corpo per rilevare zone di tensione muscolare o per regolare la respirazione (focus interno ampio o ristretto), durante la fase di caricamento delle gambe, l’attenzione può essere rivolta alla percezione di dove si vuole indirizzare la pallina (focus esterno ristretto).

Come esercitazione, all’atleta può essere richiesto durante il caricamento delle gambe, di spostare volontariamente l’attenzione su :

  1. Dove indirizzare la pallina (zone del campo).
  2. contatto della mano con la racchetta e/o appoggio dei piedi al suolo.
  3. zone di tensione tra mano avambraccio e spalla.

La capacità di integrare informazioni visive, tattili e cinestisiche risulta un aspetto importante in questa fase.

Risulta utile, inoltre, ripetere mentalmente frasi significative del tipo "sono concentrato".

Il tennista, va aiutato a diventare sempre più consapevole delle richieste percettive nei vari momenti della prestazione, e ad applicare uno stile attentivo flessibile.

Quarto passo: ESECUZIONE

Dopo le fasi di preparazione, immaginazione e concentrazione segue l’esecuzione. In questo quarto passo il tennista non ha più bisogno di pensare al movimento o ai possibili risultati dell’azione; anzi, il pensare in maniera analitica al movimento in questa fase, tende a danneggiare lo svolgimento fluido e corretto dell’azione come programmato. Per un’esecuzione completamente "involontaria", e quindi libera dal controllo consapevole, è comunque necessario che le tecniche siano state sufficientemente automatizzate e che le sensazioni siano state acquisite, elaborate ed integrate tra loro. Nelle fasi iniziali dell’apprendimento o nel perfezionamento, quando sono necessari il controllo cosciente dell’azione e la memorizzazione di informazioni importanti, può essere ancora richiesta la ricezione di sensazioni cinestesiche, tattili, enterocettive (attività respiratoria e cardiaca) durante l’esecuzione. Per apprendere, perfezionare e correggere la tecnica sono quindi utili esercitazioni di consapevolezza corporea e visualizzazioni anche in questa fase.

Quinto passo: VALUTAZIONE

L’ultimo passo della Five-Step strategy richiede all’atleta di valutare quanto effettuato: particolari esecutivi, strategia utilizzata, risultato ottenuto sono tutti elementi da prendere in considerazione per ricavare informazioni che consentano l’eventuale correzione del gesto e/o il rafforzamento dell’esecuzione corretta. Per sensibilizzare il tennista all’autovalutazione, è utile porre, con una certa frequenza, domande di carattere generale (Come hai eseguito? Com’è andata?) o particolare (Dove sentivi la maggior tensione muscolare?). Attraverso le domande il tennista è stimolato ad approfondire l’analisi personale del colpo e a prestare attenzione a quanto vissuto e percepito durante tutte le fasi tecniche collegando la prestazione al risultato finale. Il feedback dell’allenatore sui particolari della prestazione è molto importante, ma non deve essere fornito con eccessiva frequenza: molte correzioni e suggerimenti, infatti, pur facilitando la prestazione immediata non sono altrettanto efficaci per l’apprendimento a lungo termine quanto informazioni sommative, fornite, cioè, dopo un certo numero di esecuzioni. Informazioni eccessive tendono a creare dipendenza da una guida esterna a scapito del feedback intrinseco e dell’analisi personale.

Conclusioni

La Five-Step Strategy è stata elaborata da Singer per poter essere applicata, con opportune modifiche, ad un’ampia gamma di attività motorie e sportive a closed skill. Sviluppata durante l’allenamento, la strategia è di agevole applicazione e si integra in maniera coerente con le esercitazioni tecniche per potenziarne gli effetti. Le richieste fanno riferimento ad attività cognitive e comportamenti che il soggetto normalmente già utilizza per proprio conto in modo spesso inconsapevole e non sistematico. Per rendere la strategia pienamente efficace e per potenziarne ulteriormente gli effetti si possono utilizzare altre tecniche di preparazione mentale come, per esempio, procedure per il controllo dei pensieri, formulazione degli obiettivi ( goal setting) o individualizzazione e perfezionamento della strategia.

Gli obiettivi perseguibili sono:

Dal conseguimento di questi obiettivi derivano non solo miglioramenti della prestazione, ma anche maggior fiducia nelle capacità personali e soddisfazione dalla pratica sportiva.

 

 

 

Bibliografia

Robazza C., Bortoli L., La preparazione mentale nel tiro con l’arco, SDS - Rivista di cultura sportiva, 31, 1994, 40-45

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