"Emozioni, peak performance ed intervento psicologico "

Dr. Dario Grigoli

 

La psicologia come scienza che studia il comportamento individuale trova specifica applicazione anche in ambito sportivo, costituendo una valida risorsa per coloro che si occupano della preparazione agonistica degli individui. Accanto alla condizione fisica è stata, infatti, riconosciuta la validità della preparazione mentale degli atleti impegnati nelle competizioni di ogni livello.

Il presupposto epistemologico per lo studio degli aspetti psicologici degli sportivi, è costituito dal paradigma scientifico "mente-corpo-relazione" in altre parole di quel modello teorico di riferimento, che spiega e descrive la fenomenologia comportamentale umana, sul riconoscimento della stretta interdipendenza esistente fra il funzionamento della mente ed il funzionamento del sistema corporeo.

In questo modo, secondo i

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modelli teorici che costituiscono questo paradigma scientifico, non esiste fenomeno comportamentale umano che non rilevi la relazione fra il funzionamento della mente nella sua multidimensionalità ed il funzionamento del corpo nella sua complessità.

Partendo da tali considerazioni teoriche, la psicologia applicata allo sport valuta le performance agonistiche degli atleti come sintesi e funzione della connessione esistente fra la preparazione fisica e le caratteristiche mentali della persona impegnata nelle prove sportive.

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Fra le componenti comportamentali considerate dagli psicologi per la realizzazione della preparazione mentale degli sportivi, le emozioni sono fra le variabili psicofisiche maggiormente studiate durante il trattamento clinico, poiché le dinamiche di funzionamento degli stati emotivi di ciascun individuo, sintetizzano al meglio gli effetti che genera l’interazione fra mente e corpo sull’esecuzione di una qualsiasi performance agonistica.

Cosa accade, infatti, ad un atleta quando, trovandosi sul punto di partenza di una gara di corsa veloce o sulla rampa di lancio di un getto del peso, viene preso dall’ansia di sbagliare gesto? O ancora, cosa accade se un calciatore eccessivamente frustrato dai continui falli provocati da un avversario, si lascia accecare dalla rabbia reagendo in modo violento all’avversario, piuttosto che concentrarsi sui ritmi del proprio gioco? E viceversa, cosa accade, quando un atleta comincia ad ottenere i primi micro-successi durante una competizione, mettendo a segno un punto e/o staccando un avversario che lo tallona durante una gara di corsa di resistenza?

Il rendimento sul piano tecnico e del gioco non risente dunque delle fluttuazioni emotive che vive prima, durante e dopo la gara?

Mediante queste ed altre semplici osservazioni, compiute "sul campo" dagli psicologi durante, prima e dopo le performance atletiche degli sportivi, è stato accertato l’effetto che possono generare gli stati d’ansia, stress e/o generica attivazione psicofisica, quando i loro livelli d’attivazione si discostano troppo dalla soglia di stimolazione soggettiva ideale per la realizzazione di una performance atletica ottimale.

Appare in questo modo chiaro come le emozioni, con la loro vasta fenomenologia, essendo in grado di condizionare il rendimento agonistico di ogni sportivo siano diventate, nel corso del tempo, l’oggetto d’osservazione e "cura" dei professionisti che si occupano della preparazione mentale degli atleti. E più in particolare, uno dei compiti maggiormente affrontati dagli psicologi che si prendono cura degli sportivi, è quello della regolazione degli stati emotivi dell’atleta, dal momento che la gestione delle emozioni durante le competizioni, rappresenta una delle risorse mentali principali affinché l’atleta possa esprimere le proprie potenzialità ottimizzando al meglio i risultati raggiungibili dalla persona stessa. E sebbene come abbiamo già notato, le caratteristiche emotive degli individui, sono determinate da numerosi fattori di origine fisica, mentale e relazionale che a volte lasciano ridotti margini di controllo ai fini della performance agonistica degli atleti, è anche vero che la capacità di gestire e regolare le emozioni, è un compito che può essere acquisito mediante opportuni interventi di preparazione mentale genericamente mirati al miglioramento della condizione psicologica della persona.

 

 

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Secondo questa prospettiva e partendo dal presupposto che una migliore qualità della vita emotiva della persona possa agevolare e migliorare le performance agonistiche degli atleti, le attività di counseling gestite da uno psicologo dello sport costituiscono una valida risorsa professionale per l’individuo ed i gruppi sportivi, che aspirano a raggiungere e mantenere elevati livelli nel rendimento della propria attività fisica ed atletica.

In tal senso, fra le tecniche utilizzate dagli psicologi durante i programmi di preparazione mentale degli atleti, il colloquio psicologico e le tecniche di rilassamento ed immagery costituiscono due validi strumenti ausiliari per l’attività agonistica degli sportivi.

Più specificamente, il colloquio psicologico agisce sia come mezzo per conoscere la qualità, le caratteristiche e le eventuali cause delle difficoltà emotive che incidono stabilmente sul rendimento atletico dell’individuo, sia come mezzo utile per individuare le possibili soluzioni che, a breve ed a lungo termine, possono migliorare stabilmente le attività agonistiche degli sportivi.

Allo stesso tempo e come detto, accanto all’impiego del colloquio psicologico viene opportunamente inserito l’uso delle tecniche di rilassamento ed immagery, che essendo fondate sulle capacità della mente di monitorare rapidamente il proprio stato psicofisico mediante l’uso dell’immaginazione, consentono di regolare efficacemente i livelli di attivazione del proprio stato emotivo, consentendo un rapido aggiustamento della performance e possibilmente del risultato finale della competizione.

Vediamo, dunque, che attraverso l’opportuna integrazione di metodi e tecniche finalizzati al miglioramento della qualità della vita della persona, diventa possibile raggiungere, mediante la pianificazione di programmi di counseling psicologico personalizzati, un’adeguata preparazione mentale per gli individui impegnati nelle stagioni sportive professionistiche che a volte diventano troppo lunghe ed estenuanti per i singoli individui che intendono ottenere sempre il massimo del rendimento possibile delle proprie capacità. In questo senso la preparazione mentale dello sportivo diventa un elemento indispensabile della preparazione generale dell’atleta che intende perseguire livelli agonistici elevati e soddisfacenti per la propria carriera e per il proprio benessere individuale.

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