PSICHISMO E CORPOREITA’

"Dal corpo alla corporeità": un percorso metodologico-didattico realizzato nel C.T.P. presso la S.M.S. "A. Manzoni" di Barletta, su un campione rappresentativo di donne. L’intervento, attuato nei mesi di ottobre e novembre 2001, fa parte del progetto di più ampio respiro "La casa e i saperi", misura 6, azione 6.1 del P.O.N. (Programma Operativo Nazionale) "La scuola per lo sviluppo" (programmazione 2000-2006), una forte opportunità per le scuole del Mezzogiorno in tema di arricchimento e miglioramento della qualità dell’offerta formativa.

"La casa e i saperi" rientra nella tipologia dei progetti sulle pari opportunità, finalizzati alla presa di coscienza della disparità di autonomia tra i due generi e alla qualificazione delle differenze come elemento positivo all’interno della società. Il progetto ha, così, inteso consentire una promozione culturale della donna, in un contesto, quale il Mezzogiorno, in cui l’assetto sociale dei ruoli ha creato storicamente un forte divario tra i livelli di scolarizzazione e di qualità di inserimento nel mercato del lavoro a tutto svantaggio della componente femminile.

"Dal corpo alla corporeità" è un percorso operativo che attraversa la scoperta o riscoperta della propria corporeità a partire dalla sfera percettivo-emozionale per giungere al controllo e alla gestione delle manifestazioni somatiche delle emozioni, fino alla ricerca di uno stato di benessere psico-fisico teleologico.

Finalità dell’intervento è, infatti, saper star bene con se stessi e con gli altri, una sorta di miscuglio magico di sapere, saper fare e saper essere della persona, nella fattispecie donna.

Saper star bene significa riuscire a relazionarsi meglio con gli altri, in prima battuta con i coabitanti della casa e quindi marito e figli e in questo senso il vivere pienamente e consapevolmente la propria corporeità è un sapere legato alla casa.

Relazionarsi meglio implica una più serena gestione dei conflitti, una maggiore apertura di fronte alle "novità" che nell’educazione dei figli si presentano inesorabilmente nelle diverse fasi della loro crescita e una maggiore disponibilità a "mettersi in gioco" al di là della routine quotidiana.

Le attività proposte, dirette all’orientamento e al riorientamento a partire dalla consapevolezza dei significati della corporeità, sono state raggruppate, in fase di progettazione, in tre macroambiti: esperienze di consapevolezza corporea, esperienze di espressione corporea/intercorporeità, compiti immaginativi.

Le prime, di tipo essenzialmente percettivo e incentrate sulla discriminazione cinestesica, visiva, uditiva e tattile, nonché sulla ricerca dell’identità tra i ritmi vitali (cardiaco e respiratorio) e il movimento, hanno consentito di acquisire la capacità di "sentire" il proprio corpo, e di entrare, successivamente, in comunicazione con l’"altro".

Le esperienze di espressione corporea/intercorporeità si sono svolte, infatti, a coppie, prevedendo l’interazione costante tra i componenti della coppia. Esse, basate sull’assunto di dipendenza tra l’io-me (dimensione psicologica) e l’io-altro (dimensione sociologica), hanno consentito di determinare, nella ricerca della sincronizzazione e della sintonizzazione con l’altro, una sorta di "intesa empatica" nella comunicazione corporea.

I compiti immaginativi hanno fatto sperimentare sequenze di movimenti diretti alle sensazioni attraverso l’evocazione del proprio immaginario. L’immagine mentale delle situazioni proposte ha rappresentato una sorta di scenografia sulla quale innestare il movimento, realizzando una perfetta armonia tra corpo e mente. Fondamentale il ruolo della musica e degli effetti sonori che non hanno avuto la semplice funzione di sottofondo, ma quella specifica di facilitare e rafforzare la visualizzazione dell’immagine suggerita dalla guida.

Grazie alla presenza della figura di supporto dello psicologo/psicoterapeuta, è stato possibile somministrare anche esercizi di psicoginnastica, finalizzati alla "abreazione emozionale", cioè alla espressione di conflitti interiori rimossi, alla liberazione pulsionale, al rafforzamento della capacità di esame della realtà. L’implicazione corporea, emotiva e riflessiva richiesta ha raggiunto un grado di coinvolgimento elevatissimo, facendo registrare, nei momenti di condivisione delle esperienze, un livello di profondità e di complessità di pensiero rispetto alla riflessione sulle problematiche emerse, sicuramente superiore alle aspettative.

Rilevanti anche le ricadute sulle dinamiche comunicativo-relazionali all’interno del gruppo, evinte dalla osservazione partecipante operata dallo psicologo, dott.ssa Rosa Peschechera e dal tutor, prof.ssa Maria Lucia Catapano : la disposizione a "cerchio magico", adottata per facilitare la comunicazione circolare, ha trasmesso simbolicamente una dimensione di rapporto alla pari, nel cui ambito la leaderschip del moderatore ha evitato il rischio di comunicazioni ristrette, sovrapposte o tangenziali.

I giochi di gruppo guidati hanno facilitato le dinamiche relazionali e mantenuto interattiva la comunicazione.

Un’esperienza emozionante e coinvolgente, una forte opportunità di riflessione e di miglioramento della qualità della vita.

Maria Lucia Catapano

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